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Politica Teramo

Tortoreto, realizzazione metanodotto. Impegno Civico: ‘Snam chiede incontro ai cittadini’

Tortoreto. In questi giorni stanno arrivando delle lettere ad alcuni cittadini di Tortoreto, contenenti una richiesta di incontro da tenersi in sala consigliare in Comune il prossimo 5 novembre con i rappresentanti della Snam Rete Gas SPA.

Lo ha reso noto il gruppo Impegno Civico Tortoreto, spiegando che “i proprietari dei fondi agrari interessati alla realizzazione della futura opera pubblica (metanodotto) sono stati convocati dall’azienda che intende dare spiegazioni sulle servitù, sulle modalità e tempistiche di realizzazione, e per comunicare l’indennità offerta ai proprietari terrieri interessati dal passaggio dell’opera. La cosa che ci sorprende è che l’amministrazione comunale di Tortoreto ed il sindaco Piccioni non hanno comunicato niente ai propri cittadini, non hanno presentato osservazioni relative al passaggio di queste imponenti reti sul proprio territorio, ed adesso prestano la sala consiliare all’azienda per “spiegare” cosa si farà. Secondo noi sarebbe proprio il caso che il sindaco indicesse immediatamente una riunione pubblica per dare informazioni a tutta la cittadinanza, vista l’importanza e la portata dell’opera”.

“Innanzitutto è l’amministrazione comunale – aggiungono – che è tenuta a spiegare ai cittadini cosa sta accadendo e perché il nuovo metanodotto Ravenna-Chieti, nel tratto San Benedetto del Tronto-Chieti attraversa in questo modo il comune di Tortoreto, passando per di più a Salino in zone vincolate e soggette ad alluvioni, dove i cittadini non hanno il diritto di costruire e di utilizzare tali terreni, mentre sembra che quest’azienda sia stata autorizzata. Inoltre, una grande fascia di collina che comprende i colli di Tortoreto, passando per Cavatassi fino al fiume Salinello dovrà essere sterrata per l’inserimento della linea del metanodotto. La tavola pubblica dell’impatto ambientale sul nostro territorio parla chiaro: a Tortoreto le opere da realizzare sono ad alto impatto ambientale”.

Per Impegno Civico “questa opera è il frutto avvelenato di una politica filo-governativa schierata con petrolieri e affini, che guarda agli interessi del passato e non portano il paese verso tecnologie nuove e meno impattanti che già oggi stanno cambiando il volto dell’economia mondiale. Le lobby che hanno influenzato negativamente le politiche energetiche del paese ci stanno portando verso un binario morto e determinando un pesantissimo impatto sul territorio. Inoltre, abbiamo molte perplessità sulla sicurezza relativa a queste opere. Infatti, pochi anni fa c’è stata l’esplosione del gasdotto Snam a Pineto, ultima di una serie di eventi analoghi che si sono succeduti nel tempo. Questa è la riprova che i metanodotti sono impianti pericolosi che mettono a rischio il territorio e la popolazione.
Per questo non dovrebbero mai essere realizzati in aree fragili sotto il profilo sismico, idrogeologico e ambientale. I territori meritano rispetto ed attenzione, opere di queste dimensioni non possono essere calate dall’alto sulla testa dei cittadini! In alta Val Marecchia, qualche anno fa, a seguito dell’esplosione del metanodotto della Snam nei pressi di Ponte Presale di Sestino (Arezzo), c’è stato un forte boato, che è stato udito anche a 15 Km. di distanza, si è alzata una colonna di fuoco con fiamme che hanno superato i 30 metri. di altezza. Impressionante anche la voragine creata dall’esplosione che è stata provocata da un cedimento strutturale della condotta della linea Rimini – San Sepolcro, di 26 pollici di diametro, (650 mm) e con pressione di 70 bar. Questo metanodotto esploso in provincia di Arezzo, attraversa un tratto di campagna, ma sia i Vigili del Fuoco che i tecnici, hanno comunque adottato misure precauzionali del caso, evacuando le abitazioni sparse circostanti.  Il territorio dei Colli, di Cavatassi e Salino è molto simile a questa tipologia di insediamento, con abitazioni e centri abitati posti relativamente vicino alla linea del metanodotto. Quello che attraverserà Tortoreto avrà addirittura una pressione altissima,di ben 75 bar”.

“Tutto questo ci preoccupa molto, per cui invitiamo il sindaco a prendere in mano la situazione per evitare un ulteriore scempio del territorio e del paesaggio collinare, e a garantire una maggiore sicurezza dei cittadini”.

foto d’archivio