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Politica Teramo

Teramo, pochi agenti per carcere: il sindaco scrive al ministro

Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ha inviato al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede una lettera con la quale denuncia la situazione del carcere di Castrogno, in particolare facendo riferimento alla gravissima carenza di organico della Polizia Penitenziaria e richiede, di conseguenza, l’incremento del personale e lo stanziamento di risorse economiche per l’edilizia penitenziaria.

D’Alberto condivide la “viva preoccupazione” espressa dalla organizzazione sindacale Sappe per la gravissima situazione “causata dal mancato turn-over del personale posto in quiescenza nei decorsi anni e mai reintegrato”. Non manca poi di sottolineare il “grave nocumento che lo stato delle cose arreca non solo all’ordine e alla sicurezza interna all’istituto, ma anche e soprattutto all’integrità psicofisica del personale stesso, penalizzato da un sistematico ricorso al lavoro straordinario”.

I dati riferiti al Ministro confermano la situazione: “Presso l’istituto penitenziario di Teramo, risulta un contingente pari a 160 unità contro le 216 di vari ruoli stabilite per far fronte alla gestione di circa 330 detenuti di media giornaliera. Ma in realtà – prosegue nella lettera il Sindaco – il numero di unità si assottiglia in maniera esponenziale considerando le assenze per malattia, i distacchi sindacali,  le unità poste in congedo e quelle in distacco presso altre sedi. Ne consegue che il personale effettivo in servizio è esposto quotidianamente ad un notevole stress: prestazioni di lavoro non inferiori alle otto ore e in ambienti di lavoro spesso insalubri e insicuri a causa del sovraffollamento e dell’inadeguatezza edilizia della struttura penitenziaria di Teramo”. “Così – rimarca D’Alberto –  le unità effettive sono 133. Il quadro è pertanto fortemente in difetto: la carenza è di 83 unità, circa il 40% in meno dell’organico previsto a fronte invece di un surplus e sovraffollamento di detenuti pari al 30%, 430 detenuti di media giornaliera”.

Una situazione “insostenibile, che non permette di garantire i livelli minimi di sicurezza e che pregiudica l’assolvimento dei doveri istituzionali quali ad esempio i servizi di traduzione dei detenuti nei luoghi di cura  e Tribunali, in media  1000 servizi l’anno”.  “Al centro della nostra attenzione – afferma ancora il sindaco di Teramo – vi è da un lato la tutela della professionalità e della sicurezza degli operatori, dall’altro la volontà di rafforzare l’aspetto per il quale crediamo abbia ragione di esistere il sistema carcerario: quello del recupero del detenuto e del suo reinserimento nella società”. In questo senso è significativo l’accenno alla intenzione di valutare “le possibilità normative ed operative per supportare l’attività delle associazioni di volontariato che operano nell’istituto o, se il caso, creare un rapporto diretto con i detenuti, con l’eventuale affidamento di attività di pubblica utilità”. 

La lettera quindi avanza la richiesta di un concreto intervento del Ministro perché, in sintonia con quanto già richiesto dal S.A.P.P.E in concomitanza con lo svolgimento di corsi nazionali per la formazione di nuovi agenti penitenziari, “in sede di assegnazione si tenga conto della percentuale di carenza di ogni singolo istituto, privilegiando in primis quelli con maggiore sofferenza, come l’istituto teramano”.

La lettera si conclude con una ulteriore sollecitazione: “Oltre ad incrementare l’organico del personale di tutte le Aree e Settori, ritengo sia indispensabile stanziare adeguate risorse economiche per automatizzare le postazioni di servizio, ristrutturare sia il padiglione detentivo, sia la Caserma, sia gli Uffici e soprattutto il locale mensa”.