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Politica Teramo

Teramo, la reazione di Giannella al veto: “La sinistra è un’altra cosa”

All’indomani della notizia del veto posto sulla sua candidatura in “Liberi e Uguali”, Giorgio Giannella, presidente Arci Teramo, parla così dell’accaduto.

“Sinistra Italiana in questi anni – dice – ha compiuto un lento avvicinamento nei confronti del circolo “Officine Indipendenti” e del Comitato Provinciale Arci di Teramo per superare le divergenze politiche che ci videro divisi nella proposta a Sindaco di Graziella Cordone alle ultime amministrative. Mi è stata chiesta, ed io ho dato la mia disponibilità, una candidatura politica e di servizio al collegio uninominale di Teramo per la nuova formazione di “Liberi e Uguali”, per la quale ho posto un’unica condizione: che la stessa fosse inserita in un quadro unitario e non divisivo. Condizione e obiettivo riposto nel lavoro da svolgere da parte del segretario provinciale di SI Stefano Ciccantelli in un tavolo ed in un piano provinciale e regionale”.

E ancora: “Non entro nelle dinamiche che non ho vissuto di persona e che mi sono state riferite, prendo atto del risultato e osservo la composizione delle liste ed il comportamento coraggioso assunto da Sinistra Italiana nella provincia di Teramo con la rinuncia all’espressione di qualsiasi altro candidato nella lista. L’Arci, recuperando le Case del Popolo dopo il ventennio fascista, è nata come la casa comune della Sinistra quando la Sinistra era un campo di valori riconosciuti e distinguibili. Oggi invece l’Arci è diventata una pratica quotidiana di sinistra tramite le innumerevoli iniziative in tutto il territorio nazionale sui temi dell’antifascismo, della memoria storica, dell’educazione popolare ed informale, dell’immigrazione e della difesa dell’ambiente. L’Arci insieme a tante altre organizzazioni intermedie svolge il suo servizio tutti i giorni. Organizzazioni intermedie che, specie negli ultimi anni, sono state costrette a svolgere un ruolo sempre più politico dinanzi all’assenza in politica di gruppi dirigenti in grado di farsi carico non solo del malcontento ma anche delle soluzioni”.

Secondo Giannella, “la selezione del gruppo dirigente è sempre più legata alla cooptazione di partiti, che non possiedo più strutture, e che lentamente si sono trasformati in obbedienza al capo, ripiegandosi su loro stessi ed aumentando così l’astensionismo. Cresce in tutto il paese l’antisemitismo e i nuovi rigurgiti fascisti che qualche giorno fa, anche qui da noi, si sono manifestati sui muri di una casa di accoglienza ad Isola del Gran Sasso. Questi avvenimenti richiamano la Sinistra al compito di essere altra cosa ed all’obbligo di praticare l’uguaglianza ed aprire la partecipazione. Dal canto nostro potremmo elencare le innumerevoli iniziative svolte in campagna referendaria per il No alla Riforma Costituzionale, come essere stati in grado da soli di riportare l’unica vera sconfitta amministrativa dell’Amministrazione Brucchi con la vittoria al Tar sulla seconda ordinanza di chiusura del nostro spazio sociale. Ma quando si arriva a porre dei veti sulle persone si scende dal piano politico. Quindi rinnoviamo, in un reale spirito unitario, necessario dinanzi alle trasformazioni sociali che stiamo vivendo, il più sincero augurio di buon lavoro a tutti i candidati presenti e nello specifico a tutti coloro che lottano nel quotidiano per i molti e non per gli esclusivi. Resta immutata – conclude – l’esigenza di avere una politica forte ed in questa una Sinistra pragmatica e concreta dal momento in cui si sono cambiate dopo lo scioglimento del Pci tante sigle, tante formule”.