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Teramo, il centrodestra: “Legnini di certo non è super partes”

Il coordinamento di centrodestra del comune di Teramo interviene sullo scandalo intercettazioni che ha travolto la magistratura italiana, coinvolgendo anche l’attuale commissario per la ricostruzione 2016, Giovanni Legnini.
“Noi di centrodestra non abbiamo mai avuto e non abbiamo la cultura del sospetto. Noi siamo stati, siamo e saremo sempre garantisti. Poi arriva, come d’abitudine, il S
sindaco di Teramo D’Alberto, e ci informa che nessuno può mettere in discussione l’autorevolezza di Giovanni Legnini ed il suo profilo istituzionale e di terzietà. Qui no, non possiamo più essere d’accordo”.
E ancora: “Già risultò assai singolare, per non dire un unicum nella storia della Repubblica, il suo transito nottetempo dal ruolo di Governo di sottosegretario alla Vice Presidenza del CSM, tanto da mettere severamente in dubbio la sua indipendenza e terzietà. Poi si ebbe, come in un flipper, il suo ritorno alla politica di parte, lasciando il CSM e candidandosi addirittura a Presidente della Regione con il centrosinistra. Da lì, il governo giallorosso, dopo la sconfitta, decise di dargli un ruolo, assai delicato, quale quello di commissario alla ricostruzione, ruolo che dovrebbe essere lontano da una logica di parte o di schieramento. Basterebbe tutto questo a testimoniare che l’ipocrisia di una autorevolezza ed indipendenza a parole si trovi, da tempo, in conflitto di interessi o meglio, in rotta di collisione, con la realtà”.
Il centrodestra prosegue sottolineando che “non possiamo non chiedere a Legnini se per caso non si senta in dovere di uscire da ogni ipocrisia dicendo quello che tutti coloro che sono onesti intellettualmente sanno da tempo: egli è persona di competenza e di esperienza politica, e ciò è un valore; ma è chiaramente e indubitabilmente uomo di parte, e uomo del Pd. In mancanza, se dovesse pensare di proseguire con la favola per neonati del sindaco D’Alberto, beh allora si, farebbe bene a dimettersi prima che tutti i cittadini si sentano, a ragione, presi in giro, anche da lui, oltre che dal sindaco di Teramo”.