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Giulianova, Comitato: ‘cambiano gli attori ma l’ospedale viene sempre penalizzato’

Giulianova. “Lo scorso 15 giugno si è svolto presso il comune di Giulianova un incontro tra il primo cittadino, i vertici della A.s.l. Teramo ed i rappresentanti regionali della Lega dove sono state esposte numerose “novità” per quanto riguarda il nosocomio costiero, elencate in un documento sottoscritto dalla A.s.l. stessa. Ovviamente, a seguito di un’ attenta analisi sia del documento che della bozza di riordino della rete ospedaliera regionale, non possiamo che ritenerci insoddisfatti e sconcertati dal trattamento che, ancora una volta, viene riservato alla provincia di Teramo ed in particolare all’ Ospedale di Giulianova”.

E’ il commento del Comitato Intercomunale Salvaguardia Ospedale Costiero di Giulianova precisando che “come confermato in un’intervista dal Consigliere regionale della Lega Emiliano Di Matteo, è previsto un ospedale di primo livello nella Città capoluogo e tre ospedali di base per Atri, Sant’Omero e Giulianova, con quest’ultima che avrà il minor numero di posti letto ordinari (122) ed il minor numero di Unità Operative Complesse all’interno della Asl di competenza.

“Ancora una volta – aggiunge – ci opponiamo a questo scellerato progetto di distruzione della sanità pubblica locale, riproponendo come già fatto, nel 2019 all’ Ass. Regionale alla sanità Nicoletta Verì, e nel 2017 con i precedenti amministratori, il progetto di due ospedali di primo livello nella provincia di Teramo. Infatti, già ponendo lo sguardo sulla vicina provincia dell’Aquila (che al netto delle differenze morfologiche conta circa 20 mila abitanti in meno) notiamo la presenza di ben tre D.E.A. di primo livello e circa 25 Unità Operative Complesse in più. Per quanto riguarda la nostra provincia, crediamo sia fondamentale, vista la rete infrastrutturale di collegamento stradale, la densità abitativa (che si moltiplica in maniera esponenziale durante la stagione estiva) , la sicurezza e la baricentricità della struttura ospedaliera giuliese, potenziare in maniera incisiva il presidio della costa teramana, e non con proclami fini a se stessi e senza alcun riscontro fattuale”.

“Per tali ragioni, invitiamo tutte le forze presenti nelle sedi istituzionali nel portare avanti con forza sempre maggiore tale progetto, che risulta essere l’unico dotato di fattibilità e rispetto della salute pubblica locale nonché l’unico argine in risposta alla ormai annosa e gravissima questione relativa alla nostra mobilità passiva”, conclude il Comitato.