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Politica Teramo

Alba Adriatica, ripascimento (terminato) e ombreggio provvisorio: la polemica non si placa

Alba Adriatica. Il ripascimento è oramai un fatto assodato, oramai alle spalle, ma le polemiche su quello che è stato il percorso dell’ultima settimana, non sembrano placarsi. Nelle ultime ore il gruppo consiliare Città Viva, che aveva già espresso le sue perplessità e critiche su alcune situazioni di natura burocratica, torna a far sentire la propria voce.

 

I tempi dell’ordinanza. “E’ stata emessa quando oramai già da ben tre giorni gli ombrelloni erano stati posizionati abusivamente”, si legge nella nota del gruppo guidato da Giuliano De Berardinis. “Fatto ampiamente lamentato sui social anche da quei cittadini che non hanno potuto utilizzare quel tratto di spiaggia libera nel fine settimana. Pertanto ci sorge il dubbio che il sindaco, sempre cosi attivo su Facebook, non ne fosse a conoscenza.

 

Le nostre perplessità vengono ulteriormente avvalorate dal fatto che il cartello recante gli estremi dell’ordinanza sia stato collocato proprio in prossimità del tratto di spiaggia interessato con gli ombrelloni già presenti. Quindi pur volendo credere che il primo cittadino non fosse a conoscenza di questo illecito ci risulta però difficile pensare che “nessuno” abbia visto! Da tutto ciò emergono impreparazione ed approssimazione. La prova che non ci sia stata programmazione alcuna sta nel fatto che di tutti gli imprenditori danneggiati dal fenomeno erosivo, soltanto due hanno utilizzato, peraltro abusivamente, la spiaggia libera. Gli altri, ignari fino a ieri del provvedimento, sono rimasti senza spiaggia e senza alternativa. Dire, quindi, di aver usato “senso di responsabilità ” è come arrampicarsi sugli specchi. Cosi come parlare di  “una situazione emergenziale ” ci appare risibile. Da mesi era noto che il ripascimento era in programma. Inoltre nell’ordinanza in questione non sono state ben individuate aree su cui trasferire temporaneamente le concessioni danneggiate; i turisti non sono stati adeguatamente informati su quale tratto di spiaggia fosse stato a loro riservato. Niente di niente, dilettantismo allo stato puro”.

 

La riflessione. “Paradossalmente questa improvvisazione ha avuto però un risvolto positivo: almeno è stata evitata un’occupazione arbitraria di spiagge libere.  Questa vicenda ci impone una riflessione: come può l’amministrazione pretendere il rispetto delle regole se essa per prima “avalla” l’illegalità?      L’anno scorso si era vantata di aver rimosso ombrelloni, sdraio e altre attrezzature lasciati in spiaggia oltre il tramonto.

 

Per un giusto rispetto della legalità. Oggi, invece in nome di una fantomatica emergenza questa legalità  non  è stata compiutamente fatta rispettare”.