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Teramo perde i dieci milioni della cabinovia. La Provincia attacca il Comune

I dieci milioni destinati alla cabinovia, opera che avrebbe dovuto collegare la città all’Università, andranno altrove. Dopo il no ufficiale al progetto del Comune di Teramo, la Regione, con una delibera del 9 maggio, ha rimodulato i fondi del Masterplan redistribuendoli su varie voci di spesa sempre riguardanti l’asse “mobilità e trasporti”.
“Una vicenda gestita molto male dall’amministrazione comunale di Teramo – commenta il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino – che da subito ha assunto una posizione pregiudiziale senza avviare un tavolo di trattativa con proposte alternative possibili; che ha rifiutato il dialogo con l’Università impedendo al Rettore di illustrare progetto e motivazioni in Consiglio comunale; che ha preferito giocare di demagogia chiedendo che i finanziamenti venissero utilizzati per le scuole ben sapendo che i fondi destinati ad un asse, in questo caso alla mobilità e alla trasportistica non possono essere spostati su un’altra voce. Tanto peggio tanto meglio, piuttosto che ragionare, progettare e programmare e ora la città, i teramani, hanno dieci milioni di meno. Una vicenda paradossale considerato che questi, probabilmente, saranno gli ultimi fondi strutturali Europei diretti di cui potremo beneficiare”.
Adesso, secondo il Presidente, bisogna aprire subito una partita con la Regione per la destinazione dei fondi rimodulati. “Nella delibera regionale ci sono due milioni e mezzo assegnati a progetti di mobilità in aree di pregio turistico; come ho già fatto in passato tornerò a chiedere che rimangano sul territorio e che vengano destinati alle stazioni turistiche di Prato Selva e Prati di Tivo dove ci sono degli impianti che stanno vivendo sensibili criticità per gestione e manutenzione”.

“FONDI PER LA DELOCALIZZAZIONE CENTRALE ENEL”. Il consigliere provinciale Alberto Covelli invita invece a devolvere una parte dei fondi verso un altro obiettivo: “Già in data cinque dicembre 2016, mi rivolgevo attraverso gli organi di stampa al Governatore D’Alfonso invitandolo a valutare di destinare parte di quei fondi per la delocalizzazione della centrale Enel del quartiere Cona; seguiva, da lì a venti giorni circa anche il PD cittadino a sostegno di tale eventualità. Ora con la richiamata proposta di rimodulazione delle somme, la Regione Abruzzo, deve necessariamente ascoltare le richieste dei residenti del quartiere Cona e destinare ufficialmente una parte degli importi per il progetto di delocalizzazione della centrale Enel”.