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Teramo, misure anticrisi. Provincia adotta il factoring per le imprese

Teramo. Nuova misura anti-crisi. Dopo l’anticipazione della cassa integrazione per i lavoratori, la Provincia di Teramo adotta il “factoring” per le imprese.

Il rispetto del Patto di stabilità spesso non consente il pagamento ai fornitori in tempi congrui. Una circostanza che acuisce le difficoltà congiunturali delle imprese. Per questo motivo la Provincia, nell’intento di sostenere il mondo economico e produttivo, ha deciso di facilitare le “cessioni di crediti” attraverso l’individuazione di condizioni predefinite dall’ente con gli Istituti bancari.

“Il factoring – spiega l’assessore al Bilancio, Davide Calcedonio Di Giacinto – è un contratto a prestazioni corrispettive, che consente all’imprenditore di ottenere denaro in cambio della cessione del proprio credito in capo a una società (factor), che svolge professionalmente l’attività di riscossione e gestione dei crediti; in altre parole uno strumento di pagamento garantito, che assicura al fornitore il pagamento delle fatture a scadenza, previa certificazione del credito da parte della P.A. Si assicura così liquidità alle imprese creditrici tramite cessione pro soluto dei crediti da queste vantati a favore di banche o intermediari finanziari”.

In particolare, con Delibera di Giunta n. 419 del 28 luglio 2011, l’Amministrazione provinciale ha approvato uno schema di Convenzione per sostenere l’accesso al credito dei fornitori di beni, lavori e progettazioni rientranti nelle “spese d’investimento” dell’Ente, attraverso la cessione dei crediti pro soluto da questi vantati a favore di banche o intermediari finanziari autorizzati. La recente normativa consente infatti la “cessione pro soluto” a banche e intermediari finanziari dei crediti vantati dai fornitori degli enti locali, sulla base di richiesta specifica degli stessi e di attestazione rilasciata dal Settore Risorse Finanziarie dell’Ente in ordine alla sussistenza di crediti “certi, liquidi ed esigibili”.

La contrazione nella concessione dei crediti verso le aziende  ha di fatto determinato una carenza di liquidità di tutto il sistema finanziario, con  gravi  ripercussioni su tutto il  sistema economico produttivo, con particolari ripercussioni sulla fascia meno protetta del tessuto imprenditoriale, sulle piccole e medie imprese e sulle attività artigianali ad esse connesse.

“In tale contesto – dichiara il presidente Valter Catarra – si colloca questa iniziativa, con la quale l’Amministrazione provinciale ha voluto dare un segnale concreto, nella consapevolezza che compete alle amministrazioni locali intervenire per attivare processi virtuosi, a sostegno dell’apparato economico e produttivo in difficoltà, tenuto presente anche il loro sempre più marcato ruolo di governance delle collettività amministrate”.

La Provincia di Teramo si attiverà quindi per contattare le banche operanti sul territorio e, sulla base della stipula di specifiche convenzioni, predeterminare le condizioni di cessioni del credito, che saranno applicate alle imprese che ne faranno richiesta.

Una volta sottoscritte le convenzioni, sarà predisposto e pubblicato sul sito web dell’Ente un elenco degli istituti di credito aderenti, nel quale saranno riportate le condizioni applicate, consentendo così agli operatori economici interessati di poterle valutare, confrontare e di individuare una banca per le cessioni. Se il fornitore vorrà rivolgersi a una banca o a un intermediario finanziario che non figura nell’elenco potrà farne richiesta alla Provincia, che si riserva di convenzionarsi con il nuovo istituto.

La durata della cessione di credito sarà di dodici mesi ed eventualmente prorogabile per un altro anno. L’importo minimo soggetto a cessione è pari a 50mila Euro (che può essere dato anche dalla somma di singoli crediti di importo inferiore), con un importo massimo di 500mila euro per cedente. Il plafond di credito concesso per le cessioni da parte di ciascun istituto sarà pari a 3 milioni di Euro. Alle operazioni di cessione sarà applicato un corrispettivo (tasso debitore) pari al valore nominale del credito certificato, ridotto di uno sconto pari all’Euribor di periodo/360 maggiorato di uno spread compreso tra il 2% e il 4% su base annua, oltre a una commissione fissa dell’1%. La durata della dilazione andrà dalla data di stipula del contratto di cessione fino alla data di rimborso indicata dall’Ente nella certificazione.