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Nereto, fattura pagata alla sorella del sindaco, Di Flavio: polverone sul nulla

Nereto. Disinformazione e superficialità nei veicolare le notizie.

Due concetti, lapidari, per commentare l’attacco arrivato dal gruppo di Direzione Futuro al sindaco Giuliano Di Flavio sulla cosiddetta priorità nel pagamento dei fornitori.

 

Il tema è noto e verte sul pagamento di una fattura da 6300 euro alla cartolibreria gestita dalla sorella del primo cittadino.

 

” Il pagamento” osserva Di Flavio, “riguarda il rimborso di somme anticipate dalla cartolibreria nell’anno 2014 (per precisione, fattura rimessa dalla Ditta al Comune il 6/11/2014) per libri di scuola liberamente acquistati dai genitori per i loro figli nella cartolibreria Talucci: se Di Felice e Mistichelli vogliono far credere che il sottoscritto abbia commissionato una fornitura di libri alla cartolibreria stessa dicono, sapendola di dire, una bugia che va smentita in maniera categorica.

 

Poi, da veri principianti, i due consiglieri confondono pagamenti (forniture di libri di scuola con TFR dei Vigili, compensi agli scrutatori e alle associazioni) che hanno procedure, capitoli e modalità di pagamento completamente diverse e che non pesano sul bilancio comunale perchè rimborsati dalla Regione Abruzzo”.

 

Il trattamento di fine rapporto ai vigili urbani

 

” E’ grazie all’interessamento degli attuali amministratori, e non certamente di quelli di Direzione Futuro del tutto assenti da queste e da altre problematiche”, prosegue il sindaco,” che è stata sanata la situazione del pagamento del TFR ai vigili e a pagare le diverse associazioni che hanno lavorato a Nereto.

 

Raccogliendo la loro sollecitazione, sarò io stesso a consegnare gli atti ai due consiglieri per far loro verificare che le altre cartolibrerie hanno avuto la stessa liquidazione nell’aprile 2015 vale a dire oltre un anno prima della cartolibreria di mia sorella. I consiglieri commettono un errore quando rivendicano la necessità del DURC per la liquidazione: perché tale documento non è proprio dovuto sia perché anche nello scorso anno (quando Di Felice era vicesindaco e Mistichelli consigliere) si è provveduto a pagare cartolibrerie con autodichiarazioni e senza DURC. Allora la domanda è: solo quest’anno e solo per la cartolibreria di mia sorella i disattenti consiglieri notano il problema del DURC? Sarà malafede o voglia di scoop? Agli occhi di questi due consiglieri, pagare una fattura dopo quasi due anni è un favoritismo? Ma altro va segnalato.

 

I due consiglieri richiamano il sottoscritto al rispetto “delle regole e delle norme”: ebbene, ad oggi, il loro tanto inveire contro le presunte irregolarità fatte dalla mia amministrazione non ha portato a nulla; tanta polvere alzata per ottenere un pugno di mosche. A Di Felice, ex vicesindaco, (e a Mistichelli) mi sento di consigliare due cose: intanto di dedicare più tempo ad azioni utili per la vita dei cittadini visto che quando era in maggioranza poco o nulla ha realizzato e poi di stare tranquillo perché il sottoscritto le regole e le norme le rispetta, anche e soprattutto quelle norme che regolano la vita e i rapporti tra le persone che, invece, lui  dimostra di conoscere poco e che, senza alcun ritegno, calpesta per dare un minimo segnale politico”.