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Teramo, ricostruzione post terremoto. Bartolini (Pd): “Figuraccia del Comune”

Un botta e risposta, quello del vice sindaco di Montorio, Andrea Guizzetti, e del Comune di Teramo in merito alla gestione delle pratiche sisma che, secondo il consigliere comunale teramano del Pd Flavio Bartolini, “smaschera gli imbarazzanti tentativi dell’assessore Di Stefano di gettare fumo negli occhi ai cittadini”.

Per il consigliere di opposizione, infatti, è “lampante”, la responsabilità dell’amministrazione teramana di aver fatto “marcire” i documenti prodotti dagli ignari cittadini per ben 6 anni.

“La verità è questa, caro assessore”, dice Bartolini, “le pratiche sono state sballottate da un ufficio ad un altro, per anni affidate in via esclusiva a dipendenti a tempo determinato e part-time senza uno straccio di programmazione o di ordine di priorità oggettivo e trasparente nell’istruirle”.

E in effetti, secondo quanto dichiarato dal consigliere del Pd, le pratiche classificate dalla categoria A, fino a 10 mila euro, alla categoria E avrebbero dovuto essere gestite direttamente dai Comuni competenti, magari attraverso la creazione di uno specifico ufficio terremoto, così come avvenuto in alcuni casi, con personale competente in materia.

“Ma questa amministrazione”, continua Bartonini, “ha la pesante, incancellabile colpa di aver agito come se a Teramo il terremoto non avesse lasciato danni”, inviando un numero esiguo di pratiche all’ufficio regionale e non partecipando mai alle riunioni.
“Una figuraccia che questa amministrazione ha fatto fare non tanto a sé stessa, ormai, è abituata alle figuracce,ma soprattutto al ruolo di Teramo, come città capoluogo della provincia”.

L’ ufficio per la ricostruzione del terremoto di Montorio era stato allestito nel 2014 per venire incontro soprattutto ai piccoli comuni della montagna che non erano stati in grado per mancanza di personale specializzato di completare le pratiche. E solo allora dopo l’ ordine del giorno presentato dal Partito Democratico in consiglio comunale a Teramo si è di fatto allestito l’ ufficio del terremoto.
“Nel 2014”, conclude Bartolini, “ Teramo avrebbe dovuto dare da un pezzo una risposta ai cittadini colpiti, molti, troppi dei quali continuano a pagare ingiustamente la scelleratezza, l’incapacità e la superficialità di un’amministrazione da tempo allo sbando e ormai in grado solo di produrre danni alla comunità teramana”.