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Ospedale Guardiagrele: ‘Pronto Soccorso a rischio’

“_Guardiagrele il bene in comune_”: “Da ottobre un medico in pensione: quale futuro per l’emergenza?”

Guardiagrele. “Dalla metà di ottobre il pensionamento di un medico del pronto soccorso di Guardiagrele metterà a rischio la tenuta del servizio, ma nessuno ne parla”

Torna sul tema della sanità e dell’ospedale il gruppo “_Guardiagrele il bene in comune_” che denuncia il rischio che il Servizio di Pronto Soccorso corre nell’imminenza di un nuovo pensionamento e della riduzione ad appena due unità del personale di ruolo dell’emergenza.

“Ci meraviglia il fatto che, mentre del progetto di rete ospedaliera nessuna notizia abbiamo né dal Ministero né dalla Regione, a Guardiagrele si fatica a mettere insieme i turni per i medici del Punto di Primo Intervento, quel che resta del vecchio Pronto Soccorso.

E così – prosegue la nota del gruppo consiliare – mentre si tagliano i nastri di un punto vaccinale aperto quando per il Covid ormai è tutto fatto e nella programmazione delle sedute vaccinali Guardiagrele praticamente non esiste, nessuno sembra interessarsi della sorte dell’unico punto di emergenza-urgenza della nostra area.

Gli unici medici disponibili – denuncia il gruppo di centrosinistra in comune – sono costretti a turni massacranti con ripetute notti e senza neanche i riposi compensativi, violando le norme più elementari di sicurezza e i contratti collettivi di lavoro. A ciò si aggiunge la prassi di turni aggiuntivi garantiti da personale esterno, onerosissimi per le casse di una ASL che si trova in una gravissima situazione di deficit.

Cosa accadrà da ottobre? Siamo alla fine di settembre e le risposte non arrivano.

Ancora una volta – dicono i consiglieri – la sanità diventa luogo di esibizione del nulla, teatro di situazioni gravissime e, soprattutto, di giochi di prestigio degni dei migliori illusionisti.

Guardiagrele e il suo territorio, soprattutto alla vigilia della stagione fredda e del possibile riacutizzarsi delle ordinarie patologie soprattutto della popolazione anziana, hanno bisogno di risposte certe e di garanzie perché di annunci, in questo ultimo anno, ne abbiamo ascoltati abbastanza.

Dal luglio 2019 si parla di nuovi posti letto e di fare di Guardiagrele una costola di Chieti, ma come si può pensare a una cosa del genere se manca il personale nei servizi essenziali? Come mai, nonostante le copiose risorse erogate per l’emergenza, nulla è arrivato qui da noi? Come può una Azienda in forte disavanzo, costretta a fare piani di rientro e di riequilibrio, pensare di restituire quello che non c’è se non riesce a potenziare neanche quel poco che abbiamo?”.