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Odori nauseabondi a Chieti Scalo, Stella: ‘Porto il caso in Consiglio Regionale’

Chieti. “A Chieti Scalo, nella zona di San Martino in prossimità del depuratore gestito dal Consorzio di Bonifica Centro, ci sono giorni in cui i residenti sono costretti a dormire, in piena estate, con le finestre serrate. Le segnalazioni che arrivano dai cittadini sono sempre più insistenti, anche perché questa situazione non è nuova e sono anni che la puzza molesta causa anche fastidi fisici alle vie respiratorie”.

Interviene anche la Consigliera regionale del M5S Barbara Stella sugli odori nauseabondi legati al depuratore di San Martino di Chieti Scalo.

E prosegue, “questo depuratore già in passato ha dato problemi tanto che lo scorso anno, a seguito di un controllo straordinario effettuato da Arta insieme ai Carabinieri Forestali, la Regione ha avviato un procedimento di diffida per violazioni alle prescrizioni AIA vigenti. Per questo, per avere un quadro preciso della situazione ho richiesto all’Arta la documentazione sulle attività svolte presso il depuratore di San Martino nell’anno 2022”.

Continua la pentastellata, “dalla documentazione emerge che già da ispezioni eseguite in passato, Arta aveva indicato delle criticità gestionali e dato una serie di prescrizioni, come la collocazione sotto copertura dei rifiuti in deposito temporaneo. Nella relazione dell’ultimo sopralluogo avvenuto il 27 giugno scorso, risulta che alcune di queste prescrizioni non sono state rispettate e vengono indicate ulteriori misure tecnico-gestionali per ridurre al minimo le emissioni odorigene, come ad esempio la copertura delle vasche di pretrattamento chimico fisico dei rifiuti e la captazione delle emissioni”.

Conclude la Stella, “una cosa è chiara: ci sono evidenti problemi nella gestione del depuratore di San Martino e i controlli lo hanno evidenziato a più riprese nel corso degli anni. È evidente che fino ad ora non è stato fatto il possibile per risolvere i problemi tanto che l’Arta, nell’ultima relazione, segnala la tempestività e l’urgenza delle prescrizioni da mettere in atto e sottolinea che la maggior parte di queste erano state già richieste in passato. A questo punto mi chiedo se non sia opportuno che la Regione rivaluti l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA regionale) attualmente in vigore e per questo presenterò un’interpellanza regionale per avere risposte da parte della Giunta e dell’assessore competente e per chiedere in che modo intendono intervenire per risolvere il grave disagio che i cittadini sono costretti a subire da diversi anni”.