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Comitato ristretto dei sindaci della Asl Chieti, critiche da Fratelli d’Italia

Chieti. “Nulla di personale con Leo Castiglione con il quale peraltro abbiamo un rapporto di grande collaborazione istituzionale. Ma quello che è successo oggi ha dell’inverosimile, e conferma la volontà del PD e dei suoi Sindaci di procedere in ogni dove a colpi di alzate di mano e di maggioranza politica, checché ne dica qualche “civico” invece perfettamente schierato, come il Sindaco di Atessa.

Anche una semplice richiesta di sospensione di dieci minuti al fine di trovare “tra tutti i Sindaci” un più articolato e gratificante (per i territori) accordo, una intesa politica che rappresentasse l’intero territorio, è stata messa a votazione *ponderata* e bocciata.

L’unica logica percorribile dal punto di vista istituzionale sarebbe stata quella di sostituire Pupillo con Paolini, Lanciano con Lanciano, all’esito delle votazioni di Lanciano. E questo sarebbe probabilmente accaduto se avesse vinto Leo Marongiu.

Ma il PD si è bellamente sconfessato su quello che aveva deciso appena qualche mese addietro, e quindi oggi Lanciano non ha più titolo di essere rappresentata nel Comitato dei Sindaci della ASL, evidentemente perché non c’era più un Sindaco gradito.

Quindi la sanità della Frentania non deve essere difesa dal Sindaco del suo “Capoluogo” e da un vasto comprensorio che non può essere rappresentato solo da Atessa, ma deve essere appaltata nell’idea del PD ad una parte politica dell’assemblea che fa accordi distanti dalla tutela degli interessi dei cittadini. Ne prendiamo tristemente atto.

Il PD ha proceduto alla surroga di Lanciano con…Ortona, e solo grazie ad un numero minimo legale raggiunto in extremis e dopo un appello rocambolesco. Trentacinque su trentacinque necessari.

La domanda è: “si è parlato di Sanità e di Ospedali? No, di seggiole e probabilmente accordi per le imminenti Provinciali””. Si legge così in una nota di Antonio Tavani, portavoce provinciale di Chieti di Fratelli d’Italia.