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Chieti, Consiglio straordinario sulla sanità: la maggioranza illustra l’ordine del giorno di richiesta della seduta

“Necessario avere chiarimenti sul futuro dei presidi sanitari teatini e lavorare insieme per tutelarli”

Chieti. Presentato alla stampa stamane l’ordine del giorno a firma dei gruppi consiliari comunali di maggioranza, contenente la richiesta della convocazione di un Consiglio comunale straordinario sulla sanità. Punti e motivazioni del documento sono stati illustrati a nome di tutti i gruppi di maggioranza dai consiglieri: Barbara Di Roberto (PD), Valerio Giannini (Chi ama Chieti), Alberta Giannini (La sinistra con Diego), Serena Pompilio (Azione politica), Vincenzo Ginefra (Chieti c’è) e Luca Amicone (Movimento 5 Stelle).

“Abbiamo presentato un ordine del giorno congiunto sottoscritto da tutta la maggioranza con cui chiediamo di rimettere al centro il tema della salvaguardia dell’ospedale e delle eccellenze sanitarie teatine – così Barbara Di Roberto, Pd – a seguito di diverse sollecitazioni ricevute dai concittadini, nonché dagli operatori medico-sanitari. Le problematiche sono tante e diverse, auspichiamo che anche i colleghi di minoranza vorranno partecipare in modo attivo e costruttivo alla costruzione di un dialogo a favore della città e dei concittadini, tutelando la salute, come bene primario e obiettivo unitario, specie in virtù del mutato scenario imposto dalla pandemia, anche sui territori perché nessuna esigenza di cura resti ferma o diventi impossibile, come sta accadendo. Dopo il nostro insediamento il dibattito si è riaperto sulla sanità, è oggi condivisa l’esigenza di chiedere alla Regione e alla Asl risposte concrete e chiare sul futuro della sanità teatina, come dimostra la nostra presenza unitaria, perché la programmazione sanitaria non c’è e la città non può subire altre perdite”.

“Finora la sanità teatina è stata usata solo come oggetto di scontro politico e questo non è più tollerabile – aggiunge Valerio Giannini, Chi ama Chieti – Ribadiamo che è necessario iniziare a concretizzare qualcosa per sostenere l’ospedale, eccellenza anche grazie alla convenzione con l’università. Non possiamo assistere inermi a mancati investimenti per la città, a favore di altre realtà della regione e a ulteriori depotenziamenti delle nostre strutture. Con gli altri gruppi chiediamo risposte e concrete soluzioni e auspichiamo che il tavolo venga allargato anche alle forze di minoranza perché abbiamo bisogno di lavorare insieme a tutela della nostra città e dei suoi presidi”.

“Sanità pubblica accessibile, democratica e che dia risposte immediate perché la salute pubblica per un’Amministrazione locale è diventato ora più che mai uno dei temi principali – così la consigliera Alberta Giannini – per queste ragioni presentammo in Consiglio un ordine del giorno sull’attivazione delle Uccp (Unità complesse di cura primaria) ritirato perché la mattina della seduta la Asl aveva informato che le strutture erano pronte. Ma oggi i locali nell’ex Ss. Annunziata continuano a non essere attivi e noi torniamo a chiederne l’attivazione, anche perché: con gli ambulatori delle fragilità, che con la telemedicina, saturometri e altri presidi potrebbero controllare a distanza oltre 100 pazienti e le Uccp per le diagnosi e terapie con la presenza di medici di base e specialisti, consentirebbero di accedere e accelerare diagnosi e cura, evitando così accessi per mancanza di risposte in pronto soccorso e reparti”.

“Abbiamo aderito perché la sanità è una battaglia che ci impegna da sempre – così Serena Pompilio di Azione Politica – e ci vede vicino ad associazioni di volontari e malati, in particolare quelle del percorso oncologico che richiedono da tempo attenzione e soluzioni perché l’ospedale abbia una Pet tac interna e non in affitto e su gomma e un acceleratore lineare pienamente funzionante e non strumenti obsoleti che necessitano di costose manutenzioni e hanno un costo sociale enorme in termini di spostamenti, mobilità sanitaria e sofferenza. Abbiamo chiesto la partecipazione del direttore Schael e del presidente Marsilio e dell’assessore Verì, non per metterli sotto accusa, ma in un’ottica di collaborazione fra Comune e tutti gli enti preposti. Non molleremo su questo fronte e sulla questione della sanità andremo avanti per avere chiarezza”.

“Ci facciamo portatori di un metodo diverso dal passato – sottolinea Luca Amicone, Movimento 5 stelle – che ci vede uniti e pronti a lavorare insieme e speriamo che le forze di minoranza portino avanti con noi questa battaglia. Auspichiamo che Regione e Asl partecipino per avere lumi sulle decisioni in itinere, ad esempio sul Distretto sanitario di Chieti Scalo, soppresso senza avere un’alternativa pronta, nonostante servisse la parte più popolosa della città e alleviasse gli accessi alle altre strutture. Evidente che c’è una volontà precisa della Asl di fare economia, ma serve chiarezza sul reale obiettivo. La città di Chieti non deve essere impoverita, ma deve poter continuare a dare un servizio al cittadino, le guerre di potere non ci interessano”.

“Il Consiglio servirà a capire quali sono le vere intenzioni della Regione – conclude Vincenzo Ginefra di Chieti c’è – Le questioni sospese sono tante. Vogliamo sapere quale sarà la vocazione del vecchio ospedale e quali progetti verranno confermati, come sarà organizzata la medicina territoriale, nonché perché le nostre eccellenze potrebbero essere trasferite e depotenziate, ad esempio Dermatologia e Odontoiatria, reparto di riferimento per persone fragili e con disabilità, perché perdere questo reparto significa perdere una risorsa importante. Inoltre sono preoccupato per i malati oncologici nel caso del depotenziamento di radioterapia. Proporremmo inoltre un ordine del giorno per l’istituzione di un centro di eccellenza per le malattie rare, evitando che si possa trasferire il coordinamento a Pescara senza un senso logico, giacché da tempo Chieti è riferimento regionale per le malattie genetiche ed ematologiche. Inoltre chiederemo a gran voce che si restituisca al Comitato ristretto dei sindaci la corretta capacità di azione e il suo importante ruolo di interlocutore istituzionale con i vertici della ASL”.