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Caramanico, Terme chiuse: “Basta alibi, territorio danneggiato”

Caramanico Terme. “La mancata riapertura delle Terme di Caramanico produce di fatto tre gravi danni: al Comune e all’economia turistica e montana del comprensorio, ai cittadini abruzzesi che non possono usufruire delle cure termali prescritte e alla Regione Abruzzo – con il doppio danno – che da un lato non vede erogati ai propri concittadini i relativi servizi e che dall’altro dispensa risorse economiche ad altre regioni cui sono costretti a rivolgersi gli abruzzesi per le prestazioni sanitarie inserite nei Livelli essenziali di assistenza”.

A segnalarlo sono, in una nota congiunta, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Guerino Testa e il sindaco di Caramanico Terme, Luigi De Acetis.

“Il presidente della società proprietaria dell’impianto, Franco Masci – sostengono i tre – deve guardare in faccia la realtà e smetterla di porre a repentaglio i lavoratori, l’economia di un intero territorio e di danneggiare la Regione Abruzzo. Siamo di fronte ad un inspiegabile immobilismo, nonostante non esistano più impedimenti o scuse, sollevate dallo stesso Masci, per ritardare ancora la riapertura che era fissata al 1 luglio (si ricorda che per legge la struttura deve rimanere aperta almeno 90 giorni). Se fino a qualche tempo fa, infatti, il tema posto in evidenza dalla proprietà riguardava l’incertezza sui ristori, ora non ci sono più alibi: il 6 giugno scorso è stato comunicato all’imprenditore che ha diritto a risorse pari a 800 mila euro per Caramanico, cui si sommano le provvidenze per le terme di Popoli. Risorse pubbliche, la cui erogazione è condizionata ovviamente dalla presentazione della necessaria documentazione che prevede, in primis, la regolarità contabile degli stipendi. Ad oggi nulla è pervenuto nonostante la Asl abbia addirittura inviato una ulteriore nota offrendo la disponibilità a svolgere un’attività di supporto. E’ il momento che Masci dia risposte chiare circa la sua reale volontà di riaprire, a cominciare dalla consegna dei succitati documenti, altrimenti tolga il disturbo per evitare che trascorrano ulteriori giorni, scintilla di un imperdonabile aggravio dei danni anche a scapito dei lavoratori, circa 100 stagionali oltre a quelli contrattualizzati a tempo indeterminato che devono ancora percepire 8 mensilità del 2019”.

“Mentre territorio e Regione attendono riscontri tangibili – proseguono – sono tante le segnalazioni giunte finora al sindaco di Caramanico da parte di abruzzesi che sono obbligati a recarsi altrove per le cure termali. Un atteggiamento, quello di Masci, non più tollerabile, che impoverisce il territorio anche in considerazione del fatto che l’Abruzzo non è certo dotato di molte altre strutture di simile portata. E’ quanto mai indispensabile e urgente tutelare l’interesse pubblico e per tale ragione il sindaco sollecita tutte le forze politiche e datoriali affinché a qualcuno venga un sussulto di coscienza”.