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Francavilla, Alento Gas: Alibertini replica a Di Renzo

Francavilla al Mare. “Se il consigliere comunale di Francavilla al Mare Stefano Di Renzo avesse preso visione della delibera di giunta n. 339 del 11/11/2013, non avrebbe avuto più dubbi sulla situazione dell’Alento Gas, evitando esternazioni superficiali su questioni alla nostra attenzione sin dall’inizio del mandato e ormai in via di risoluzione”.

Così in una nota l’assessore comunale di Francavilla al Mare, Alibertini, che aggiunge: “Si, perché quella dell’Alento Gas è una vecchia storia che merita di essere illustrata in dettaglio ai cittadini e che prescinde dalle denunce e dalle raccomandazioni del Consigliere Di Renzo,  al quale non andrà alcun merito quando la stessa evolverà favorevolmente per il nostro Comune. Nel 2004, ai tempi dell’amministrazione Angelucci, il Consiglio Comunale delibera di costituire una società partecipata per la vendita del Gas, l’Alento Gas e, con il medesimo atto, sceglie in via fiduciaria il socio privato di minoranza (49%) l’attuale GdF Suez Energie. Pochi mesi dopo, lo stesso Consiglio Comunale, con una decisione poco ortodossa, decide di modificare lo statuto di Alento Gas, innalzando il quorum per le deliberazioni assembleari dal 51% al 70%. Paradossalmente, un mese più tardi, il Comune di Francavilla si trova a dover partecipare ad un aumento del capitale sociale dell’Alento Gas, deliberato dallo stesso Consiglio Comunale, in quota 51%, pur essendosi sostanzialmente spogliato del controllo della Società per effetto del nuovo quorum deliberativo adottato. A questo punto è facile capire. Se il quorum per deliberare in assemblea dei soci è pari al 70% e i soci sono due, è evidente che le deliberazioni devono essere prese con il consenso del socio privato. E poiché l’organo che decide sulla distribuzione degli utili è l’assemblea dei soci, ecco che si è determinata negli anni l’impossibilità di distribuire i dividendi dell’Alento Gas senza il consenso del socio privato. A riprova di quanto si afferma, è possibile richiamare la delibera citata in premessa, con la quale l’amministrazione Luciani delibera la distribuzione dei dividendi dell’Alento Gas, rimanendo poi di fatto inattuata a causa della posizione assunta dal socio privato. D’altra parte, all’attuale amministrazione non è parso mai opportuno dar luogo ad un dissenso insanabile con il socio privato, che avrebbe inevitabilmente portato allo scioglimento della società, con conseguente impoverimento del proprio valore, ma si è ragionato sempre nella direzione di trarre il massimo beneficio economico per l’Ente. Questa Amministrazione Comunale ha infatti fissato come propria priorità la vendita della partecipazione nell’Alento Gas, operazione da cui introiterebbe secondo perizia giurata un importo che approssima 1 milione e 850 mila euro, ben superiore a quello degli utili trattenuti nel patrimonio della partecipata. Di Renzo, che sostiene di aver proceduto ad un esame della situazione contabile dell’Alento Gas, forse dimentica il dettaglio secondo il quale il valore di una società è commisurato, secondo le prassi professionali diffuse, sia alle aspettative reddituali future, sia alla consistenza patrimoniale, che è un innegabile indicatore di solidità dell’azienda, sintomo della volontà degli Amministratori e dei Soci di voler autofinanziare la crescita dall’azienda stessa. Questa è la motivazione formale, ma ce n’è un’altra sostanziale. Il socio privato, constatando che il Comune di Francavilla al Mare, dalla data di costituzione della società al 30/06/2012, non ha mai pagato le bollette del gas per circa 1 milione e 300 mila Euro, né previsto il loro pagamento in bilancio prima del 2010, ha ritenuto inopportuno distribuire i dividendi, per consentire all’Alento Gas di autofinanziarsi ed evitare serie difficoltà finanziarie  con rischi per la continuità aziendale. Per ciò che attiene all’approvazione del bilancio della partecipata, l’art. 2479 del codice civile individua come materia di competenza dei soci l’approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili. Nel caso di specie, essendo i soci dell’Alento Gas  due enti, rispettivamente di diritto pubblico e di diritto privato, la partecipazione all’assemblea dei soci della partecipata non può che essere assicurata dai rappresentanti legali degli stessi, che nel caso del Comune di Francavilla al Mare è il sindaco Pro-tempore.Per quanto riguarda le somme derivanti dalla vendita della società, già dalla prima approvazione del bilancio di previsione 2011, che ottenne il voto favorevole dei consiglieri Di Renzo e La Barba, questa amministrazione le ha destinate al pagamento dei debiti fuori bilancio, ad oggi più che dimezzati rispetto alla cifra di partenza di circa 8,5 milioni.
Riassumendo, la nostra amministrazione è andata contro condizioni di partenza molto svantaggiate: bollette non pagate per anni e una “singolare” concessione da parte dell’amministrazione Angelucci per cui l’azionista di minoranza, con il 49 per cento, è diventato il decisore a danno del comune azionista di maggioranza. Un bel rompicapo che ci ha costretto ad una lunga contrattazione che è arrivata alle battute finali con grande soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale. Sono queste operazioni dalla gestazione non brevissima che stanno consentendo di risanare le casse comunali. In poco più di due anni un comune ad un passo dal dissesto con una marea di debiti fuori bilancio, molti dei quali giunti a sentenza, è tornato ad essere un comune credibile che riesce a realizzare anche opere pubbliche e a progettarne altre e a reinvestire sul turismo e l’accoglienza”.