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Gestione Sasi nel mirino della Procura, Rifondazione chiede la rimozione di Scutti

Chieti. Le notizie inerenti avvisi di garanzia per il presidente della Sasi (appena riconfermato) Domenico Scutti ed alcuni ex consiglieri di amministrazione, avvalorano le denunce e le richieste di un netto cambio di rotta per la Sasi e la gestione dell’acqua in Provincia di Chieti portate avanti in questi anni dal Comitato Acqua Bene Comune di Lanciano e Vasto (che il Partito della Rifondazione Comunista sostiene sin dall’avvio della pluriennale mobilitazione). Sin dalla prima assemblea dei sindaci, avvenuta il 5 agosto scorso (73 giorni fa!), è stato chiesto ai sindaci di non interessarsi soltanto alla spartizione delle poltrone del Consiglio di Amministrazione ma di mettere al centro il “bene comune” e la sua tutela.

La precedente gestione Scutti è apparsa sempre più discussa e discutibile sotto tantissimi aspetti, dalla netta e totale chiusura verso le istanze della cittadinanza e dei comitati al rispetto dei referendum del Giugno 2011 fino al contenzioso con l’Acea (uno dei rilievi mossi dagli odierni avvisi di garanzia e tra i punti centrali anche dell’esposto della settimana scorsa del Comitato Acqua Bene Comune di Lanciano). Mentre i cittadini e le cittadine della Provincia di Chieti soffrono ogni estate di più una inaccettabile cronica mancanza d’acqua nelle case (ma non solo l’estate, due giorni dopo l’elezione del “nuovo” CdA i cittadini e le cittadine vastesi hanno potuto “festeggiare” con un’intera giornata senza fornitura d’acqua), i sindaci di Pd, Pdl e Udc hanno svolto tre assemblee della Sasi interessandosi unicamente della spartizione delle poltrone nel nuovo Consiglio di Amministrazione, arrivando a riconfermare la propria fiducia in Domenico Scutti, sulla cui gestione già varie indagini della magistratura erano in corso. Il non interessarsi minimamente di queste indagini, il non puntare sulla totale trasparenza e informazione alla cittadinanza di quanto stava accadendo, il voler mettere interessi di partito davanti a tutto e tutti decidendo di riconfermare senza alcun indugio una gestione a dir poco discussa e discutibile, appare oggi ancor di più nella sua gravità e insostenibilità. La magistratura farà il suo corso, e siamo ben consci che per la legge italiana nessuno è colpevole fino alla sentenza definitiva, ma l’attuale rotta non può proseguire. I Sindaci di Pd, Pdl e Udc, se ancora hanno un seppur minimo interesse al “bene comune” Acqua e ad una sua gestione limpida, chiara e trasparente (quello che finora non è stato, né nella gestione che nella qualità delle acque stesse), si riuniscano immediatamente e rimuovano questo Consiglio di Amministrazione, su cui gli avvisi di garanzia di questi giorni pesano come macigni. Diano avvio ad un netto cambio di rotta e scelgano le migliori professionalità possibili, lontani da interessi particolari e di partito. Persone che riportino il bene comune al centro, che tutelino i cittadini e le cittadine, che perseguano il rispetto dei referendum del giugno 2011 e la fusione Isi-Sasi, eliminando anche quest’ulteriore clamorosa situazione di due società, con gli stessi soci e che si occupano della medesima gestione, già ampiamente censurata dalla Regione e che non è in linea con la normativa nazionale.