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Soppressione tribunali, Del Corvo si appella al ministro Cancellieri LA LETTERA

L’Aquila. Riportiamo di seguito la lettera che il presidente della Provincia de L’Aquila Antonio Del Corvo ha inviato al ministro Cancellieri, in merito al decreto di soppressione delle sedi distaccate dei tribunali.

Egregio Ministro, leggere il suo Decreto che conferma nuovamente l’esclusione dei Palazzi di Giustizia di Avezzano e Sulmona, dall’elenco dei Tribunali che “meritano” la salvezza, è stato come assistere all’ennesima coltellata inferta al territorio e ai suoi cittadini. Il danno che ne deriverebbe, non ha limiti in termini di spesa per gli utenti, siano essi professionisti o clienti. Come una lenta tortura, l’eliminazione dei Tribunali di Avezzano e Sulmona, sgretolerebbe il territorio giorno dopo giorno, lasciando delle cicatrici che andrebbero verso un inevitabile e annunciato depauperamento letale. La circoscrizione giudiziaria di Avezzano, ad esempio, supera abbondantemente il criterio che Lei impone con il suo Decreto, avendo all’attivo oltre 12.000 procedimenti, durante l’anno ed essendo il terzo Tribunale in Abruzzo. Mi domando se “il miglioramento del servizio giustizia attraverso una più razionale distribuzione delle risorse…”, come lei scrive, debba passare essenzialmente attraverso un ridisegnamento della geografia giudiziaria che schiacci le istanze e i reali bisogni di una provincia come quella dell’Aquila, non portando nessun beneficio in termini di spesa, anzi gravando il Tribunale capoluogo, di maggiori costi per fitti passivi. Il sistema giustizia non dovrebbe essere cucito su misura dei cittadini e non contro di loro? Ministro, mi permetta di dire che per quanto concerne la circostanza specifica, questo provvedimento, non ha a che fare, in alcun modo, con “il miglioramento dei servizi alla collettività…”, anzi innesca un serie di conseguenze ad effetto “domino” a mero discapito della popolazione. Ho fiducia che Lei, nella Sua funzione pubblica di tutela degli interessi degli italiani in primis, analizzando tutti gli aspetti sociali ed economici propri del caso, non metta in ultimo piano, i cittadini della provincia dell’Aquila e riveda le Sue scelte anche in base alle caratteristiche geografiche proprie di un territorio in cui gli spostamenti quotidiani che l’attività forense richiede, rappresenterebbero un forte disagio. Come presidente di una Provincia dalla grande estensione – la provincia dell’Aquila ha una estensione superiore a quella di tante regioni – e come cittadino, continuerò a rappresentare le istanze della popolazione che sta chiedendo con tutte le forze al Governo, di vedersi garantiti i propri diritti.