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L’Aquila, ricostruzione ferma: di chi é la colpa?

L’Aquila. “I ritardi e le difficoltà della ricostruzione derivano da tanti errori e da tante scelte iniziali, improntate più alla propaganda che alla soluzione del problema, ispirate più dalla strumentalizzazione politica che dalla utilità dell’investimento della montagna di milioni, sperperati in mille rivoli ed in modo clientelare”. 

Ne è convinto l’assessore al Bilancio e al Turismo del Comune aquilano, Lelio De Santis, che in una nota torna sulla ricostruzione ferma al palo, analizzando eventuali responsabilità nella gestione del post terremoto. “Appena la responsabilità della ricostruzione è passata nelle mani dei Comuni” commenta “si è scoperto che le casse erano vuote, piene solo delle promesse dei diversi rappresentanti del Governo! E la Regione, con in testa il suo presidente, seguito dai consiglieri, anche aquilani e degli opposti schieramenti, è rimasta muta ed assente, sernza mai assumere in 4 anni un solo atto o decisione a favore dell’Aquila e della sua ricostruzione sociale e materiale. Ora, Luciano D’Alfonso ci ricorda le inadempienze della Regione e la necessita di una Legge regionale per la ricostruzione e per snellire le procedure relative: ha pienamente ragione ed in tanti lo avevano già invocato da tempo un intervento legislativo e normativo dell’Ente Regione, ma invano perchè per l’attuale Governo regionale la ricostruzione dell’Aquila non è e non è mai stata una questione regionale o di valenza territoriale! Mancano alcuni mesi alla fine della legislatura e, quindi, ci sarebbe ancora il tempo per recuperare un pò di dignità istituzionale e per approvare all’unanimità una Legge speciale per L’Aquila, ridando centralità, almeno in Abruzzo, alla rinascita del Capoluogo di Regione. Il popolo abruzzese saprà ben valutare le responsabilità del Governio regionale, ma anche quelle dei singoli Consiglieri regionali, molti dei quali sono passati per L’Aquila in questi anni solo per raggiungere il luogo…di lavoro e per incassare l’indennità! Il sindaco, la giunta comunale ed il consiglio terranno un atteggiamento fermo non per capriccio, ma per responsabilità verso la città e verso la comunità aquilana, che aspettano risposte concrete, fondi certi e tempi certi, e che non si accontentano più delle passerelle e delle promesse”.