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Atri, Abruzzo Civico: ‘quale futuro per l’ospedale San Liberatore?’

Atri. “E’ arrivato il momento di tornare a parlare delle già note difficoltà che il nostro Ospedale vive. Da tempo, assistiamo a un silenzio assordante che viene rotto solo da dichiarazioni roboanti sulla costruzione di un nuovo Ospedale a Teramo. Premettendo che non condividiamo tale scelta, è evidente a tutti che occorreranno tanti anni, e nel frattempo cosa si fa? La buona politica dovrebbe pensare al futuro con le strutture esistenti, fornendo loro strumentazioni più adeguate, più personale medico e paramedico, più idee per evitare ulteriori tagli e ridimensionamenti di reparti che hanno indebolito la nostra struttura, dando poche prospettive agli operatori sanitari che svolgono con diligenza e amore il proprio lavoro per il bene dei cittadini utenti, tartassati come non mai dai ticket sanitari”.

E’ l’appello lanciato da Abruzzo Civico Atri ai cittadini e alle istituzioni, ricordando che “il San Liberatore di Atri – ai primi posti negli anni ’90 per servizi ed efficienza – ha subito negli ultimi anni e ancora oggi forti tagli da parte delle classi politiche che si sono avvicendate, miopi e senza idee, che hanno solo pensato a predisporre Piani Sanitari senza una vera visione generale. Ricordate : il depotenziamento dell’Utic – Cardiologia; la chiusura del Reparto di Urologia; la chiusura del reparto di Psichiatria; la chiusura del reparto di Oculistica; la chiusura del Punto Nascita. Purtroppo la politica di oggi, che decide, non si è voluta mai confrontare con le Istituzioni locali, con gli operatori sanitari, con i Sindacati, con le Associazioni dei Diritti dei malati ecc….Solo scelte dettate da logiche di calcolo ragionieristico. L’assurdo è che oggi, la Regione Abruzzo è fuori dal Commissariamento da mesi, ma nulla è cambiato: ticket salatissimi, liste di attesa spesso lunghissime, tagli ancora in atto, strumentazioni obsolete, pochissime assunzioni, ma ciò che manca è una visione a lungo raggio della nostra struttura ospedaliera”.

Secondo il direttivo atriano “occorre potenziare la Diagnostica con strumentazioni più adeguate ai tempi, nonché l’acquisto di una Risonanza Magnetica per diminuire la forte mobilità passiva; bandire rapidamente tutti i concorsi di Primariato ancora vacanti; riorganizzare il Reparto di Medicina e Lungodegenza, evitando ulteriori gravi disagi ai pazienti; riaprire la Fisiopatologia Respiratoria con posti letto; potenziamento della Medicina Nucleare; potenziare e riorganizzare gli uffici del Distretto Sanitario dove vi è una forte carenza di personale. La nostra posizione è stata e continuerà ad essere sempre la stessa. La difesa del S.Liberatore per noi è primaria, a differenza dei politici di turno che negli ultimi anni sono saliti su questo colle solo per avere consensi. Da alcuni giorni gira una bozza (e speriamo sia solo una bozza) dell’Atto Aziendale predisposto dalla Direzione Generale della ASL di Teramo che vede l’Ospedale di Atri continuare il suo lento depotenziamento, mancando del tutto di una visione strategica che dovrebbe interessare l’area vasta che comprende tutta la Vallata del Fino del sud Vomano e di Città importanti come Montesilvano e Città S.Angelo. Nonostante i risultati raggiunti e gli ingenti stanziamenti passati, vediamo : il definitivo declassamento dell’Utic, per cui rimarrebbe solo la Cardiologia a Valenza Dipartimentale; solo Unità Operative senza posti letto per Urologia e Oculistica; solo Unità Semplice a Valenza Dipartimentale per Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione. A tal proposito chiediamo; come si possono lasciare senza primariato queste due strutture, quando restano Unità Operative Complesse come l’Ortopedia, la Medicina e la Chirurgia? la Fisiopatologia Respiratoria che in passato aveva anche dei posti letto è stata trasferita definitivamente a Teramo; nessun accenno per Gastroenterologia; nessun accenno per Oncologia; scompare la Medicina Nucleare mantenuta solo a Teramo; nessuna notizia riguardo l’acquisto della Risonanza Magnetica visto che l’Unità Complessa a Valenza Dipartimentale radiologico e Risonanza Magnetica sarà a Teramo e Giulianova; nessun potenziamento per la Pediatria di Atri che ha perso il primariato trasferito a Teramo Noi non possiamo assolutamente tollerare e sottostare a tutto questo”.

Abruzzo Civico lancia un appello quindi al Sindaco e all’intero Consiglio Comunale di “prendere una posizione rapida e forte, tornando a dialogare con i Comuni dell’Area Vasta che usufruiscono del nostro nosocomio, fornendo idee concrete sul futuro del S.Liberatore, indicandolo con chiarezza e facendo appello alla sensibilità di tutti, istituendo anche una Commissione Tecnica con gli Operatori Sanitari. La salute è di tutti, va potenziata e salvaguardata con tutte le forze!”.