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Project Financing Ospedale Chieti, interrogazione di Di Stefano al Ministero della Salute

Roma. “Ho interrogato questa mattina il Ministero per chiedere quali valutazioni e quali urgenti iniziative intende adottare per contrastare le numerose incongruenze e criticità insite sull’iter del project financing per la realizzazione del policlinico di Chieti da parte della holding ‘Maltauro s.p.a., Azienda Bresciana Petroli Nocivelli s.p.a. e Finanza & Progetti s.p.a.”.

 Lo ha dichiarato in una nota l’On. Fabrizio Di Stefano a seguito dell’interrogazione presentata oggi al Ministero della Salute in merito al project financing, presentato dalla Icm (Maltauro), per la costruzione e gestione del nuovo ospedale di Chieti, che prevede un contratto di gestione di affidamento di servizi pari a 70 milioni annui per 30 anni e richiede un investimento pubblico di 10 milioni di euro annui per 30 anni. “2 miliardi e 400 milioni di euro complessivi, un po’ troppi per un semplice ospedale” ha commentato l’On. Di Stefano.

 “Ho chiesto delucidazioni al Ministero” ha continuato l’Onorevole, “ripercorrendo le tante criticità di questo progetto; criticità evidenziate dalla Asl di Chieti, che ha ravvisato la presenza di irregolarità nel progetto, criticità evidenziate dall’ ANAC, che ha aperto un procedimento sull’iniziativa; un procedimento non incentrato su aspetti procedurali secondari, bensì proprio sul project financing, sulla fattibilità dell’opera con la finanza pubblica e quindi su quello che possiamo definire il cuore della questione.

 Criticità presentate dal R.U.P. e dal Direttore Affari Generali e Legali che, anche loro, hanno evidenziato delle incongruenze in termini di legge.  In ultimo criticità espresse dai Dirigenti sanitari competenti sintetizzate nel parere della consulente della Asl di Chieti, Veronica Vecchi, chiamata a pronunciarsi sul PEF (procedimento economico finanziaria); una relazione che esprime un netto squilibrio tra rischi e benefici: i primi ricadrebbero più sul pubblico e quasi nulla sul privato; i benefici invece sarebbero tutti appannaggio del privato.

 Il Ministero ha risposto precisando che pur essendo «il progetto per l’Ospedale di Chieti al di fuori dell’Accordo di Programma sull’edilizia sanitaria che imporrebbe il coinvolgimento del Ministero della salute nel relativo iter procedimentale» intende «verificare la rispondenza del progetto –e del suo impatto sulla rete ospedaliera della regione Abruzzo (la quale, come noto, è soggetta a piano di rientro) – ai criteri del DM 70/2015. » Ed infatti ha anticipato in questa sede che «il Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici in sanità sta concordando con la Regione Abruzzo una specifica riunione, da dedicare proprio all’intervento in parola. » Pur essendo solo in parte soddisfatto della risposta” ha commentato l’ On. Di Stefano, “è importante che il Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici in sanità si muova per concordare un incontro con la Regione. Evidentemente anche a loro qualcosa non quadra” ha concluso l’On. Fabrizio Di Stefano.