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L’Aquila, smaltimento macerie: tolta la competenza al Comune

L’Aquila. Il Comune dell’Aquila non parteciperà più ai tavoli istituzionali in cui si parlerà del problema delle macerie. Lo ha annunciato l’assessore comunale all’Ambiente, Alfredo Moroni, dopo il commissariamento delle Municipalità imposta con l’ultima ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri, che ha di fatto esautorato i Comuni da ogni potere decisionale in merito.

“Con l’ordinanza n. 3923” ha detto Moroni “si sono creati tutti i presupposti per ritardare ulteriormente le operazioni, già di per sé lunghe e difficili, finalizzate alla rimozione delle macerie, frutto dei crolli seguenti al terremoto del 6 aprile di due anni fa. Ne consegue che anche la ricostruzione subirà ancora dei ritardi molto gravi, di cui chi ha voluto questo percorso, ignorando gli allarmi lanciati dal sindaco Massimo Cialente, dovrà assumersi tutte le responsabilità”.

Secondo l’assessore all’Ambiente, dunque, “tutte le amministrazioni comunali del cratere dovranno sottostare alle decisioni del soggetto attuatore previsto dall’ordinanza in questione. Dunque, è inutile partecipare agli incontri che la struttura per la gestione dell’emergenza o altre istituzioni organizzeranno su tale tema. L’azzeramento dei ruoli dei Comuni sull’argomento macerie è messo nero su bianco. La creazione di un organismo con i sindaci, con semplici poteri di indirizzo, peraltro limitati, è stato un espediente inserito nell’ordinanza al solo scopo di indorare la pillola alle Municipalità. Ma non possiamo farci prendere in giro”.

Moroni ha precisato che la posizione dell’amministrazione aquilana “non è rivolta contro chi è designato materialmente soggetto attuatore, che sicuramente è persona capace e competente, ma contro il metodo posto in essere. Noi ci batteremo affinché tale provvedimento venga cambiato, restituendo ai Comuni la valenza che a loro spetta. Le Municipalità non possono essere escluse dalla governance della risoluzione di questo problema fondamentale, ma fino ad allora né noi né l’Asm, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti nel territorio, prenderemo più parte attivamente alle riunioni in cui verranno prese le decisioni, limitandoci ad attuarle quando ci verranno comunicate”.

E conclude: “La situazione che si è venuta a creare costituirà un ulteriore freno alla ricostruzione, in particolare dei centri storici, di cui i sostenitori di questa ordinanza governativa dovranno farsi carico”.