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Consorzio Bonifica Sud, Febbo: ‘Annullare gli aumenti del canone consortile’

Lanciano. ‘Conosciamo l’ing. Rodolfo Mastrangelo come persona perbene e professionista serio e lo invito a non prendere le parti di difensore poiché conosce benissimo sia la storia del Consorzio di Bonifica sud sia la corposa documentazione sugli ingenti compensi degli amministratori indicati dal Partito Democratico dal 2000 in poi, anzi ribadisco e lo invito a consegnare tutto alla Guardia di Finanza’.

Questa la replica del Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo.

“Entrando invece nel merito delle dichiarazioni tecniche dell’Ing. Mastrangelo – spiega Febbo – tengo a precisare che già dal 2010, quando ero assessore regionale, il Consorzio di Bonifica Sud in ottemperanza alle prescrizioni del RID (registro italiano dighe) di Napoli, ha provveduto a operare con gli stessi ingegneri responsabili sia alle verifiche sia al servizio di prevenzione e protezione (RSPP) senza aumentare il compenso. Forse dimentica che il pozzo delle paratie era sommerso da fango e detriti.

La società ha provveduto sia alla manutenzione sia alle letture dove il consorzio non poteva adempiere con commissioni periodiche. Il mio assessorato e il Consorzio hanno provveduto a snellire tutte le situazioni critiche segnalate dal RID, avviando le prove d’invaso. Così facendo è stato possibile offrire servizi e fornitura idrica a tutto il comprensorio permettendo di affrontare situazioni critiche come la siccità del 2012.

Detto questo – continua Febbo – chiedo che l’attuale commissario riunisca immediatamente la consulta al fine di far partecipare anche e soprattutto le Organizzazioni Professionali alle prossime scelte sulla vita dell’Ente, visto che non viene convocata un assemblea consortile da moltissimi mesi. Infatti è incredibile come il commissario Leombroni, rimasto in carica solo 4 mesi, tra gli ultimi e pochissimi atti compiuti ha provveduto ad aumentare, con il silenzio assenso proprio delle Organizzazioni Professionali, i canoni consortili con delibera n.63 del 10.12.2015.

Nello specifico per il 2016 gli agricoltori del Vastese e Sangro pagheranno al Consorzio, per le opere idrauliche, per la manutenzione e per l’irrigazione un canone maggiorato del 57%. Una scelta scellerata e ingiusta a discapito esclusivamente degli agricoltori che già devono fronteggiare le molte calamità naturali degli ultimi anni. Pertanto – conclude il presidente di Vigilanza – invito l’attuale Commissario ad annullare immediatamente la Delibera n.63 dell’aumento dei ruoli e parimenti a lavorare per il bene dell’Ente e del mondo agricolo”.