Covid, altra impennata nel pescarese: preoccupa la variante inglese

Pescara. Dei 526 nuovi casi di coronavirus accertati nelle ultime ore in Abruzzo, 218 riguardano l’area metropolitana Chieti-Pescara.

Solo nel capoluogo adriatico sono 115 i nuovi casi, dato record degli ultimi mesi: in città dal primo gennaio ad oggi il totale dei casi sale a 1.172, con una media di oltre 33 contagi al giorno. Il virus, nelle ultime settimane, sta circolando rapidamente in tutta l’area metropolitana, che tutto sommato aveva retto bene la seconda ondata.

Tra le località con più nuovi casi del giorno, seppur con numeri di gran lunga inferiori a Pescara, ci sono anche Chieti, Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino. A livello provinciale gli incrementi più consistenti si registrano proprio nel Pescarese (+207) e nel Chietino (+176). Poi ci sono il Teramano (+103) e l’Aquilano (+71).

PREOCCUPA LA VARIANTE INGLESE

“Stimiamo che il 40% dei casi di coronavirus emersi a Pescara negli ultimi giorni sia dovuto ad una variante, molto probabilmente quella inglese, che sta circolando rapidamente sul territorio. Potrebbe essere questa la spiegazione della crescita dei numeri”, lo ha riferito all’agenzia di stampa Ansail direttore del laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’Università di Chieti, Liborio Stuppia, a proposito dell’incremento dei contagi nell’area metropolitana.

“La variante inglese è più contagiosa: tutto questo non deve portare al panico, ma all’estrema prudenza”, aggiunge.

Il laboratorio di Chieti è uno dei due individuati dalla Regione Abruzzo per il sequenziamento del virus; l’altro è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise. L’esperto sottolinea che a Pescara “si iniziano a vedere focolai grandi” e che sul fenomeno “potrebbe aver inciso il collegamento aereo con Londra”.

“Dal 20 dicembre, nell’area Pescara Chieti, abbiamo accertato 160 casi di variante, che sta crescendo molto sul territorio, e altri 25 solo ieri”, dice ancora il direttore del laboratorio, annunciando “uno studio approfondito, sui dati di oggi e di domani, che verrà condotto a livello nazionale e, quindi, anche in Abruzzo, per analizzare la situazione, su indicazione dell’Istituto Superiore di Sanità”.

In Abruzzo, il primo caso da variante inglese, come ricostruito dagli esperti, risale alla prima metà di dicembre. La variante ha poi circolato rapidamente, soprattutto nella provincia di Chieti. Solo a Guardiagrele, paese del Chietino di novemila abitanti, sono emersi una quarantina di contagi. E si registrano anche i primi casi di reinfezione. Ora che i dati stanno crescendo velocemente nell’area di Pescara si teme che all’origine dei tanti contagi vi sia proprio la variante.

Ha invece creato meno problemi la variante brasiliana: fermi a tre i casi accertati, nell’Aquilano. Si tratta di persone dello stesso nucleo familiare, di ritorno dal Brasile. Il cluster è stato subito circoscritto. Stuppia sottolinea che, sul fronte del sequenziamento, l’Abruzzo è “in pole position a livello nazionale” e che “sulla vigilanza è più avanti di molte altre regioni. Grazie al nostro lavoro e a quello dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, riusciamo ad arrivare dal sospetto di variante alla conferma in tempi rapidissimi e questo – conclude – consente di avere contezza della situazione”.