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Pescara, Confesercenti: “Piazza Muzii? Altro che movida violenta. Prefetto ci ascolti”

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Ottobre 2017 @ 21:18

Pescara. “Gentile Prefetto, apprendiamo dalla stampa che è prevista, nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza, l’audizione di un gruppo di residenti di piazza Muzii. Auspichiamo una analoga opportunità per i rappresentanti degli esercenti prima di qualunque indirizzo”. È il testo inviato con somma urgenza dalla Confesercenti Provinciale di Pescara stamani al Prefetto.

“Non riteniamo questa la sede per discutere della concessione di occupazione di suolo pubblico in via De Caesaris (supportata, da quanto ci risulta, da un preciso parere positivo dell’Avvocatura del Comune), e precisiamo che riteniamo del tutto infondata la denuncia di una ‘movida violenta’ nella zona. Il gruppo di residenti è legittimato a difendere il diritto al riposo, ma gli esercenti e altri residenti della zona non ritengono sussistano le condizioni per allarmi ingiustificati”.

“A differenza degli anni passati, infatti, il numero di clienti che frequentano la zona – spiega l’associazione nella nota inviata a firma del direttore Gianni Taucci – è sceso vertiginosamente, grazie anche alla ripresa di altri distretti economici (come Pescara Vecchia), e l’ormai prossima apertura degli stabilimenti balneari annuncia la ulteriore distribuzione della clientela senza creare alcun ‘ingorgo’ in piazza Muzii. Descrivere la zona come teatro di violenze e degrado non risponde inoltre al vero, in quanto l’alta concentrazione di ristoranti e locali con prezzi medio-alti garantisce la presenza di gran lunga prevalente di famiglie e clienti di età non giovanissima”.

“Riteniamo pertanto infondata – aggiungono a Confesercenti – la richiesta di ricorso alla regolamentazione d’urgenza, evidentemente esposta a ricorsi da parte degli esercenti, in quanto in palese contrasto con la normativa nazionale. Ciò che i residenti lamentano è il cosiddetto rumore antropico della piazza, elemento distintivo di ogni centro urbano, che con l’estate è destinato ad aumentare in tutta la città e indipendentemente dalla presenza di locali, e comunque ben oltre la chiusura. Vale la pena ricordare che nel distretto di qualità di piazza Muzii insistono 90 locali specializzati nel food con una capacità occupazionale superiore alle 300 unità, numeri insostituibili in una città come Pescara”.

“A titolo provocatorio, come abbiamo ribadito nella nostra Assemblea elettiva alla presenza di forze dell’ordine e sindaci, sarebbe come chiedere alla Sevel di chiudere per via dei rumori dei camion denunciati dai residenti di Atessa. Al di là di tali provocazioni, ribadiamo a nome dei nostri associati la piena disponibilità ad affiancare i residenti nella battaglia contro i maleducati e gli eccessi, nemici comuni dello sviluppo, ma respingiamo con forza l’equazione secondo la quale i rumori sarebbero frutto del lavoro degli esercenti e con altrettanta forza respingiamo il voler testardamente descrivere la clientela dei locali del centro come violenta, elementi che caratterizzano ben altre città e ben altre situazioni”, conclude l’associazione.

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