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CBD: un antidepressivo naturale?

Il CBD o Cannabidiolo ha guadagnato popolarità negli ultimi anni grazie alle molte pubblicazioni scientifiche che ne spiegano i benefici per la salute umana. I risultati di alcuni studi riguardanti il trattamento della depressione sembrano essere promettenti. La depressione colpisce circa tre milioni di persone in Italia, spesso con ricadute significative sulla qualità della vita di soggetti e famiglie coinvolte e il numero sembra destinato ad aumentare. Non stupisce pertanto che sempre più scienziati si stiano interrogando sui legami tra CBD e depressione.

Covid e depressione: quali conseguenze?
L’OMS evidenzia una vera e propria emergenza, dal momento che la pandemia da coronavirus avrebbe aggravato la situazione, aumentando il numero dei depressi di circa 200.000 unità. Sommati ai soggetti già conteggiati dall’Istat, la depressione raggiungerebbe i numeri del diabete, questo ci basta per capire la diffusione di questa patologia.

CBD: un antidepressivo naturale?
Il CBD già negli studi iniziali ha dato risultati molto interessanti come trattamento sia per la depressione che per l’ansia, oltre ad avere ridotti effetti collaterali.

Uno studio del 2014 indica come l’olio di CBD abbia un’interazione positiva con i recettori della serotonina nel cervello. La serotonina è in grado di influire sullo stato emotivo di una persona e sulle sensazioni di benessere o felicità. Per questo motivo equilibrare i livelli di serotonina è spesso una strategia efficace per le persone con depressione.

Anche alcuni test condotti su modelli animali hanno fornito prove su come il CBD sia effettivamente d’aiuto per curare la depressione. Uno studio del 2018 ha dimostrato l’attività antistress e antidepressiva del CBD in questo tipo di modelli, indicando il CBD come un promettente antidepressivo ad azione rapida.

Uno studio del 2019 rileva come i farmaci antidepressivi ora in commercio impieghino settimane per iniziare a funzionare oltre ad avere un’efficacia relativamente bassa. In questo esperimento il cannabidiolo dimostra avere un effetto antidepressivo rapido e prolungato in diversi modelli animali, senza alcuni dei comuni effetti collaterali di questi farmaci come insonnia, disfunzione sessuale, sbalzi d’umore e agitazione. Attenzione, questo non significa che il cannabidiolo pur offrendo questi vantaggi sia un sostituto di questi farmaci. Nessuno dovrebbe smettere di utilizzare i farmaci prescritti dal proprio medico se non dopo averlo consultato. Interrompere farmaci prescritti può causare effetti collaterali gravi.

Disturbi del sonno, CBD e depressione
Depressione e disturbi del sonno risultano essere strettamente collegati. Più del 90% delle persone colpite da depressione lamenta disturbi del sonno, difficoltà ad addormentarsi o anche risvegli mattutini precoci. Il CBD contenuto nell’olio di Cannabis si è dimostrato utile nel trattamento di disturbi come il bruxismo, andando a rilassare il tono muscolare di chi digrigna la mascella. Si è inoltre mostrato efficace nel ridurre problemi come insonnia o in grado di migliorare la qualità del sonno dilatando la fase di sonno rem. Migliorare questi aspetti significa migliorare l’umore di una persona depressa e la sua capacità di gestire la propria condizione in generale.

CBD contro la depressione: cenni storici
L’uso di cannabis sativa o canapa in Europa era molto esteso alla fine dell’800 per il trattamento di depressione, disturbi del sonno, attacchi di panico o spasmi. Nella prima metà del 900 le medicazioni con cannabinoidi caddero quasi in disuso. Questo successe in parte perché gli scienziati non riuscirono a individuare la struttura chimica della pianta e in parte a causa di interessi economici della nascente industria chimica e farmaceutica.

CBD contro ansia e panico
Alcuni studi sugli esseri umani dimostrano come il CBD possa essere utilizzato per altri problemi normalmente associati alla depressione, come ansia o attacchi di panico. A tal proposito una pubblicazione del 2017 evidenzia come sia in modelli umani che animali il CBD sia riuscito ad avere un’azione anti-panico nei soggetti partecipanti alla sperimentazione. Secondo gli autori attacchi di panico inaspettati e ricorrenti colpiscono almeno il 5% della popolazione mondiale. In particolare hanno riscontrato come una singola dose di cannabidiolo da 300 milligrammi sia riuscita a determinare una notevole diminuzione dei livelli di ansia dopo un test in cui veniva simulata la situazione di parlare in pubblico. Con una dose di CBD da 600 mg è stata rilevata una significativa riduzione di ansia in persone con disturbo d’ansia o fobia sociale.

Parlare in pubblico è spesso fonte di preoccupazione per moltissime persone e il CBD si è dimostrato in grado di ridurre i livelli di ansia

Il CBD è sicuro?
Il CBD si è dimostrato sicuro per tutta una serie di applicazioni terapeutiche, compreso il trattamento di disturbi psichiatrici e non. Questo aspetto, affermano gli autori, lo rende interessante per un uso clinico su malattie neurologiche, ansia, depressione, disturbo bipolare, psicosi, disturbi del sonno e autismo. Un dosaggio alto, superiore ai 900mg come singola dose non ha determinato problemi nei partecipanti agli esperimenti come rileva questa ricerca.

Il National Institute on Drug Abuse conferma la sicurezza del CBD citando 25 studi a sostegno, secondo cui non sono stati riscontrati effetti collaterali significativi usando un’ampia gamma di dosaggi e modalità di somministrazione. Ricordiamo che il NISA è l’ Istituto nazionale sull’abuso delle droghe facente parte del Dipartimento della salute del governo federale degli Stati Uniti d’America. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità o OMS si è espressa da tempo affermando che :

“il cannabidiolo non sembra avere un potenziale di abuso o causare danni”

Siamo ancora agli inizi ma questo estratto della cannabis verrà studiato sempre di più visto le enormi potenzialità quindi dobbiamo abituarci a conoscerlo sempre meglio.

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