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Porto di Ortona: a giugno +50,4% traffico dei mezzi nuovi dell’automotive

Ortona. Cresce del +50,4% il traffico dei mezzi dell’automotive nel porto di Ortona nel mese di giugno rispetto allo stesso mese del 2017. Sono stati 1.161 gli automezzi nuovi imbarcati ad Ortona lo scorso mese rispetto ai 772 del giugno 2017, da inizio anno sono stati più di 4 mila. Un dato che conferma la vocazione di autostrada del mare del porto abruzzese a servizio della produzione industriale del territorio.

 Nello scalo di Ortona,secondo l’elaborazione dell’Ufficio statistico dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, è in aumento anche il traffico delle merci, solide e liquide, che crescono del +2,8% nel primo semestre 2018, con 498.653 tonnellate rispetto alle 485.028 del periodo gennaio-giugno 2017. Stabile l’andamento delle merci liquide, che si attesta sulle 200 mila tonnellate nel primo semestre dell’anno, mentre le merci alla rinfusa hanno già superato, nel semestre, le 300 mila tonnellate (+4,4% sul 2017). In particolare, il traffico dei cereali raggiunge circa 128 mila tonnellate, che rappresentano il 43% del totale delle rinfuse solide.

 “Si sono create le condizioni infrastrutturali necessarie per fare in modo che un traffico potenziale, quello legato alla produzione dei furgoni nella Val di Sangro, potesse diventare reale – afferma il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri -, facilitando la vita di imprese che rappresentano un cardine per l’economia del territorio. La fattiva collaborazione fra l’Autorità di sistema, istituzioni del territorio, Capitaneria di porto e imprenditori è la chiave per creare condizioni favorevoli allo sviluppo”.

 Il traffico delle crociere ad Ortona, sulle navi Arethusa e Arthemis della compagnia GrandCircle Cruise Line, ha visto 400 persone in transito, da aprile a giugno, con nove delle 19 toccate della stagione.

 “E’ evidente che comincia ad andare a regime la strategia di sviluppo di tutto il sistema con l’obiettivo di valorizzare ed esaltare le caratteristiche di ogni singolo porto – dichiara Giampieri – evitando la sovrapposizione di rotte e destinazioni, creando le premesse perché sempre più gli operatori di ciascuno scalo possano concretizzare le opportunità che derivano dalle caratteristiche e dalle esigenze di ciascun territorio e favorendo le premesse per nuova occupazione. C’è ancora molto da lavorare ma siamo sulla strada buona”.