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Rilancio per Google Glass con la filosofia Apple

Google interrompe la vendita dei suoi occhiali Glass nel tentativo di rilanciare un dispositivo che non è mai decollato. La compagnia ha annunciato che la vendita al pubblico attraverso il programma Explorer cesserà il 19 gennaio, ma solo per dar modo all’azienda di concentrarsi sulla fase successiva. In quest’ottica, il team che si occupa del progetto uscirà dai Google X lab e avrà una sua divisione specifica con a capo Tony Fadell, tra i creatori dell’iPod di Apple.

I Google Glass erano stati inizialmente messi a disposizione degli sviluppatori nel 2013 all’interno del programma Explorer, per poi essere venduti al pubblico a metà del 2014 in Usa, a 1.500 dollari. Le vendite, pur in mancanza di dati, non sono state esaltanti, per una serie di ragioni che vanno dalle preoccupazioni sulla privacy all’aspetto poco ‘cool’ degli occhiali, fino al fatto che i Glass sono un prodotto ancora in fase di sviluppo non ancora completo di tante applicazioni.

Secondo il Wall Street Journal, dietro al ritiro degli occhiali dai negozi (che comunque saranno ancora venduti a sviluppatori e società) ci sarebbe un cambio di filosofia da parte di Google: niente più test pubblici del dispositivo e lancio sul mercato solo quando il prodotto sarà finito, probabilmente già entro il 2015. In altre parole, la stessa filosofia di Apple.

Nel frattempo Apple ha depositato un brevetto per fotocamera digitale che potrebbe potenzialmente entrare in competizione con quelle prodotte da GoPro e il titolo di quest’ultima ne ha subito risentito, perdendo ieri in Borsa più del 12% appena la la notizia si è diffusa. Apple non ha ancora annunciato alcun piano concreto per sfruttare il brevetto, che comunque era stato presentato nel 2012, ma ha spesso criticato le fotocamere GoPro per la troppa resistenza al vento e la loro fragilità.

Nessun commento ufficiale da Apple, per ora. Secondo quanto si legge sul blog ‘Patent Apple’, il brevetto copre il design di una fotocamera digitale controllata a distanza che si può montare su un casco, una maschera subacquea o su una tavola da surf, e dovrebbe andare a correggere appunto i difetti imputati alle GoPro. Secondo gli analisti, però, la cautela è d’obbligo, perché “Cupertino registra ogni anno moltissimi brevetti per tantissimi progetti ma solo una frazione di questi viene poi effettivamente realizzato”, ha spiegato Jan Dawson di Jackdaw Research”.

La realizzazione di una fotocamera ‘stand-alone’, secondo Dawson sarebbe poco verosimile: “Apple ha già sviluppato una tecnologia sofisticata per le fotocamere degli iPhone e degli iPad e non credo che voglia creare un prodotto potenzialmente concorrenziale, a meno che questo non entri a far pare di una più grande famiglia di prodotti e servizi”.

“In ogni caso – ha concluso l’analista – ogni volta che Apple entra in un settore sono sempre cattive notizie per chi ci è già dentro”.