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Giulianova, in anteprima il docu-film Terra Bruciata

Giulianova. Grazie all’interessamento di Lucia Marcone, docente negli istituti superiori e il supporto storico di Walter De Berardinis, ricercatore locale sugli avvenimenti militari nella 1° e 2° Guerra Mondiale nella Città di Giulianova e delegato dell’A.N.V.C.G. (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra), l’Istituto Luce-Cinecittà ha concesso la proiezione in anteprima del docufilm “Terra Bruciata”, in tour in Italia, al Cinema Moderno Multiscreen di Giulianova alta la mattina del 16 maggio.

 

Alla proiezione, a prezzo agevolato per le scolaresche, parteciperanno molti studenti del Liceo Curie e dell’IIS Cerulli-Crocetti, Nella stessa giornata interveranno anche il regista e lo storico del film. Quella di Giulianova è l’unica proiezione in Abruzzo.

Il progetto del film documentario “Terra Bruciata” nasce dall’incontro tra il regista Luca Gianfrancesco e Giuseppe Angelone, docente di Cinema, Fotografia e Televisione presso la Seconda Università di Napoli, che da anni conduce ricerche sullo stragismo nazista in Terra di Lavoro, sulla base di numerose fonti documentali, racconti dei testimoni e materiale cinematografico dell’epoca. Un film che ha impiegato oltre quattro anni di lavorazione, ottenendo il contributo di diversi Comuni del casertano. Al termine della proiezione è previsto un dibattito con il regista Gianfrancesco e lo storico Angelone, coordinati dal collega di Giulianova, Walter De Berardinis.

Anche Giulianova fu pesantemente colpita durante la 1° e 2° Guerra Mondiale – come è stato documentato dalle recentissime ricerche del ricercatore locale Walter De Berardinis nel saggio “Giulianova sotto le bombe nella 1° e 2° Guerra Mondiale” edito da Artemia editrice – in special modo nella 2° G.M. a Giulianova si registrarono 24 morti immediati (2 fucilazioni da parte dei tedeschi) e 28 da postumi per le ferite riportate. I bombardamenti degli angloamericani iniziarono il 12 ottobre 1943 per terminare il 14 giugno 1944. Oggi, la Piazza posta dietro il comune di Giulianova, su suggerimento di De Berardinis, porta il nome di “29 febbraio 1944” in ricordo del pesante bombardamento sul centro storico dove morirono 10 persone, tra di loro il famoso giornalista giuliese Francesco Manocchia con il ferimento della moglie e dei suoi figli (Benny, Franco e Omero). Per non dimenticare la fucilazione da parte dei tedeschi di Vincenzo Alleva, reo di aver rubato dei cavi telefonici o Flaviano Poltrone, perché si oppose alla consegna del proprio cavallo.

Al termine della prima proiezione a Roma, lo scorso 19 aprile, l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Susanne Wasum Rainer, ha espresso la propria commozione pubblicando un tweet ufficiale le cui parole risuonano alte e forti: “Non dobbiamo dimenticare e non dimenticheremo! Per il nostro futuro italiano e tedesco e soprattutto europeo! Grazie!”. La ricostruzione della strage nazista di via Faeta a Conca della Campania (Caserta) e delle diverse forme di resistenza all’oppressione tedesca si è avvalsa della testimonianza autentica dei sopravvissuti e l’enfasi emotiva che traspare dai loro racconti, pervade e scuote gli animi degli spettatori per il carico di terrore e dolore ancora vivido e incancellabile che hanno custodito nell’animo per anni e ora raccontano con sollievo. Una tragica solennità ripercorre momenti ignorati da molti e recuperati da un attento lavoro di ricerca negli archivi di mezzo mondo. L’operazione a livello storiografico ha un valore notevole perché si ritenevano marginali le ritorsioni naziste nel Sud Italia all’indomani dell’Armistizio e, invece, si scoprono i tanti episodi di sopruso vissuti nel silenzio e nella dignità di una popolazione mite ma determinata ad anteporre le ragioni umane alla convenienza e alla salvezza. I giudizi espressi dalla critica autorevole sono stati molto positivi. Mi sovviene la dichiarazione di chi lo ha definito: “una testimonianza vera e unica attraverso le parole, i volti, le espressioni, le scene realistiche, lo sguardo di chi ha potuto far emergere quei ricordi dal baratro del passato dimenticato e dell’indifferenza. Un docufilm che traccia un solco nelle menti e nei cuori per affermare, se mai ce ne fosse bisogno, di non dimenticare e di tramandare alle future generazioni queste storie vere di padri, madri, giovani e bambini innocenti che hanno pagato con la vita le scelte scellerate o che in molti casi hanno resistito senza piegarsi. Attraverso questi e tanti altri piccoli e grandi atti di coraggio e ribellione avvenuti in tutta Italia, è stata costruita la nostra Italia democratica e libera ed è bello poterlo riscoprire e riconoscere”.