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Alessandro Siani per la chiusura dello Scrittura e Immagine Chieti Film Festival

Chieti. Giornate conclusive al 23° Festival Internazionale Cinematografico “Scrittura e Immagine Chieti Film Festival”. Domani, venerdì 8 novembre al Supercinema di Chieti Alessandro Siani incontrerà il pubblico alle ore 18,00 prima della proiezione del suo film “Il principe abusivo” e poi, alle ore 20,00 riceverà il Premio quale interprete della nuova comicità partenopea: napoletano classe ’75, Siani è un attore comico che da dieci anni si divide tra teatro, cinema e televisione.

Il suo debutto avviene al Tunnel cabaret, storico locale napoletano dove Alessandro ottiene i primi grandi riscontri di pubblico grazie alla sua particolare e apprezzata verve artistica. Un immediato successo che gli permette di vincere alcuni premi dell’universo cabaret. Negli stessi anni si fa conoscere in tv partecipando a numerose trasmissioni comiche del circuito campano, prima  di approdare sugli schermi italiani nel 2002 con la conduzione su Rai Due di Bulldozer al fianco di Dario Vergassola e Federica Panicucci. Nel 2003, dopo le prime esibizioni nei teatri napoletani, calca i palchi nel resto d’Italia grazie al suo spettacolo dal titolo “Fiesta” che si conclude nello storico locale milanese Zelig. Nel 2004 ritorna a Napoli, all’Arena Flegrea con lo spettacolo «Tienimi presente», un trionfo di presenze con oltre 12.000 spettatori. Nel 2006 approda sul grande schermo con “Ti lascio perché ti amo troppo”, un film di Francesco Ranieri Martinotti, in cui Siani è autore e interprete. Il successo è tale che Alessandro riceve prestigiosi riconoscimenti: il Premio Giffoni come migliore attore rivelazione dell’anno al Giffoni Film Festival e i premi dell’Ischia Film Festival e del Festival di Salerno. In tv, nel 2006, partecipa a Quelli che…il calcio con Simona Ventura e conduce in prima serata Libero per Rai Due. Nel 2007, dopo l’uscita del secondo dvd con lo spettacolo Tienimi presente, ritorna a Napoli, allo stadio San Paolo, con il suo nuovo lavoro teatrale, “Per Tutti”, con il quale ottiene uno strepitoso riscontro di pubblico con 25.000 presenze in un’unica data. Con questo spettacolo Alessandro riceve il Premio Charlot come Miglior evento live. Nello stesso anno conduce Tribbù con Serena Dandini, un programma di dieci puntate su Rai Due. Anche nel 2008 Alessandro Siani si divide tra cinema e teatro. È di nuovo protagonista al cinema, nella doppia veste di autore e attore protagonista, con La seconda volta non si scorda mai diretto sempre da Martinotti al fianco di Elisabetta Canalis, interpretazione che gli fa ottenere, ancora una volta, il Premio Giffoni. Per il teatro firma “Per tutti Revolution”, un nuovo spettacolo che debutta al teatro Augusteo di Napoli con 24.000 spettatori in 16 giorni. Un trionfo di pubblico che si conferma nell’arco di tutto il 2009 con un tour nazionale per le principali città italiane, Firenze, Roma, Genova, Milano, Bari, Bologna, Torino, Varese, Catanzaro, Cosenza, Piacenza. Sempre nel 2009, lo vediamo in tv come ospite fisso di Pippo Baudo nelle prime puntate di Domenica In. Nel 2010 esce il suo primo libro, “Un napoletano come me”, edito da Rizzoli. Ma è al cinema che Alessandro ottiene la definitiva consacrazione con il ruolo di protagonista accanto a Claudio Bisio in “Benvenuti al Sud” di Luca Miniero. Un percorso tracciato che continua nel 2012 grazie al sequel della pellicola, “Benvenuti al Nord”. Partecipa al fianco di Fabio De Luigi nel nuovo film “La peggiore settimana della mia vita” di Alessandro Genovesi. Per la fine del 2011 al via la nuova tournée teatrale con il suo nuovo spettacolo “Sono in zona”, che porterà nei teatri  di tutta Italia. Nel 2011 la casa editrice Mondadori pubblica il nuovo libro di Alessandro Siani, dal titolo “Non si direbbe che sei napoletano”, che diventa in breve best seller. Nel 2012 e quest’anno  prosegue il suo tour chiamato “Sono in zona show”, con un riscontro di pubblico notevole nelle maggiori città italiane. Il premio per la sceneggiatura sarà consegnato a Fabio Bonifacci per la sceneggiatura del film “Il principe abusivo”. Un premio speciale sarà assegnato al documentario “Suicidio Italia”. Lo ritirerà il produttore Alessandro Tartaglia Polcini. Dopo la premiazione condotta dal giornalista Rai Lucio Valentini, sarà presentato in anteprima l’ultimo film di Francois Ozon “Giovane e bella”: Isabelle è un’attraente studentessa diciassettenne che vive con il fratello minore, la madre e il patrigno. Dopo un’estate al mare durante la quale ha avuto il suo primo (e insoddisfacente) rapporto sessuale torna in città e inizia a prostituirsi fissando appuntamenti via internet. Guadagna molto ma non spende. Un giorno però, durante un rapporto con uno dei clienti più assidui, succede un fatto che muta profondamente il corso della sua vita. François Ozon torna a suddividere una propria opera in capitoli. Questa volta non segue cronologicamente al contrario il progressivo deteriorarsi di una coppia. Sono le stagioni, con il loro procedere dall’estate alla primavera, che segnano qui il passaggio all’età adulta di Isabelle (Lea per i clienti). Per questa indagine, in cui mostra di possedere un’acuta capacità di indagine socio-psicologica, utilizza un elemento della cultura che molti ritengono (spesso a torto) ‘bassa’: la canzone della cosiddetta musica leggera. Seguirà infine la proiezione di “Che strano chiamarsi Federico” di Ettore Scola in omaggio a Federico Fellini nel ventennale della morte: firmato da Ettore Scola, una tra le figure più incisive del cinema italiano, Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini si compone di un linguaggio che intreccia scene scritte e ricostruite a Cinecittà con materiali di repertorio, scelti dagli archivi delle Teche. Il film viene raccontato infatti in terza persona, il narratore è il bravo Vittorio Viviani e “si apre” con l’arrivo a Roma di Federico Fellini appena diciannovenne, interpretato da Tommaso Lazotti, dove ha inizio la sua collaborazione con il giornale satirico “Marc’Aurelio”, è il 1939. Lungo gli anni quaranta Fellini nel frattempo inizia a collaborare come sceneggiatore per diversi registi, e di lì a poco farà l’incontro con alcuni dei futuri compagni di viaggio, come Alberto Sordi e Marcello Mastroianni. Parallelamente anche il giovane Ettore Scola, di undici anni più giovane, siamo nel 1948, entra a far parte del “Marc’Aurelio”. Ben presto farà la conoscenza di Fellini e tra i due nascerà una profonda amicizia.