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International Wolf Congress a Caramanico: in Abruzzo bene il turismo meno la tutela degli animali

Caramanico. È iniziato oggi a Caramanico Terme l’International Wolf Congress, il convegno scientifico conclusivo del Progetto Life Wolfnet avviato dal 2010 e cofinanziato dalla Commissione Europea. Dal 6 all’8 novembre i più noti ricercatori, biologi, naturalisti, veterinari, provenienti dagli Stati Uniti, dal Canada e da 10 diversi Paesi Europei si incontrano in Abruzzo per una tre giorni di lavoro e di confronto tecnico-scientifico sulla gestione del lupo in tutto il mondo, a 40 anni circa dall’emanazione delle prime leggi di tutela del lupo in Italia.

Una sessione parallela di lavori che si svolgerà domani giovedì 7 novembre 2013 è stata organizzata da Legambiente, in partnership con Parco nazionale della Maiella, Parco nazionale del pollino, Parco nazionale Foreste Casentinesi, Provincia dell’Aquila e Izs Lazio e Toscana. Nell’auditorium San Domenico si svolgerà dalle 9,30 alle 19:30 il Workshop del progetto Life Wolfnet: “Educare alla conservazione della Biodiversità”.

L’alto livello qualitativo del progetto Life  Wolfnet, che si conclude con il congresso internazionale sul lupo, rende merito al lavoro svolto dai Parchi nel lavoro di costituzione di una rete appenninica per la conservazione e la salvaguardia della biodiversità. È un risultato importante per la sopravvivenza delle specie a rischio, così come avvenuto anche per il camoscio appenninico. È un metodo di lavoro che necessariamente deve essere mutuato anche per la conservazione dell’orso bruno marsicano che, dopo decenni di tentativi di protezione, resta ad alto rischio estinzione. In termini di conservazione delle biodiversità, i Parchi abruzzesi hanno tenuto alta l’immagine dell’Abruzzo e hanno introdotto sistemi innovativi di conservazione tali da contribuire alla stesura e all’aggiornamento delle linee guida per i piani d’azione nazionali del Ministero dell’Ambiente. Questi risultati legittimano anche l’approccio di Legambiente, che già nel 1995, dapprima con il progetto APE (Appennino Parco d’Europa) e, successivamente, la Convenzione degli Appennini, introduceva politiche di sistema per la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle aree interne valorizzando l’intera rete istituzionale locale.

 

“L’immagine dell’Abruzzo – rimarca Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – è però funestata da una perdita di esemplari di lupi e orsi che in buona parte poteva e può essere evitata. E qui non possiamo non rimarcare come le deleghe da parte degli assessorati regionali vengano esercitate su binari paralleli; da una parte apprezziamo lo sforzo del settore turismo, che si è avvalso dei parchi per spingere una comunicazione integrata dell’immagine dell’Abruzzo, e lo sforzo del settore agricoltura, che nell’ambito dello sviluppo rurale ha attuato una serie di misure a tutela della biodiversità. Parallelamente, invece, notiamo una mancanza di politiche del settore urbanistica e aree protette che, nell’ambito del governo del territorio e delle politiche di conservazione, manifesta una rumorosa assenza”.

A conclusione del programma educativo (Azione D5) che ha coinvolto le scuole elementari e medie delle regioni interessate dall’iniziativa, l’occasione del workshop di domani sarà propizia per fare un punto più generale sull’utilità dei percorsi educativi. Nella sessione mattutina ci si interrogherà su questioni quali l’intreccio tra i sistemi educativi e le aree protette tra passato, presente e futuro, portando all’attenzione dei presenti scenari e prospettive dell’educazione ambientale tramite esempi di esperienze significative di alcuni Parchi. Nella sessione pomeridiana una tavola rotonda alla presenza dei rappresentanti dei CEA, dei parchi nazionali e regionali dell’Abruzzo, del sistema INFEA regionale e del mondo della scuola, cercherà di dibattere sul tema dell’educazione ambientale quale anello di congiunzione tra la ricerca e la divulgazione e sul ruolo dei CEA in APE – Appennino Parco d’Europa.