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Sette mesi senza linea telefonica, operatori condannati a 4mila euro di risarcimento

Lo sfortunato utente è stato costretto a rinunciare al proprio numero telefonico e a fare causa alle due compagnie telefoniche, che non sono state capaci di gestire una banale migrazione da un operatore all’altro.

Bloccato nel rimpallo di responsabilità tra due compagnie telefoniche, dopo mesi di vana attesa un utente del grossetano ha deciso di trascinare in tribunale gli operatori coinvolti e, anche se dopo ben 6 anni, il giudice gli ha dato ragione condannando le compagnie telefoniche a 4mila euro di risarcimento.

La vicenda è iniziata nell’aprile del 2012 quando l’uomo, attratto da un’offerta vantaggiosa, decide di cambiare gestore telefonico richiedendo una banale migrazione, ma qualcosa va storto: la linea telefonica viene sospesa e mai più riattivata, mentre i due gestori coinvolti si rimpallano a vicenda la responsabilità del disservizio.

Nonostante i ripetuti solleciti ad entrambi gli operatoti, l’impasse va avanti per oltre sette mesi, fino a quando l’utente decide di rinunciare al proprio numero telefonico e farsi carico dei costi per l’attivazione di una nuova linea telefonica con una terza compagnia.

Fallito anche il tentativo di accordo presso il Co.Re.Com l’utente, assistito dai legali della Confconsumatori, ha quindi deciso di trascinare in tribunale le due compagnie che lo hanno lasciato per oltre 200 giorni senza linea telefonica.

Purtroppo i tempi della giustizia civile non sono certo brevi ma alla fine, come reso noto oggi dalla Confconsumatori, nel dicembre 2018 è arrivata la sentenza che ha condannato le due compagnie telefoniche a 4mila euro di risarcimento, oltre che al pagamento delle spese processuali e al rimborso dei costi che l’utente ha dovuto affrontare per l’attivazione di una nuova linea telefonica.

 “Un conto complessivo particolarmente salato, di quasi 8 mila euro a carico dei gestori – commenta Confconsumatori – Si tratta di una sentenza esemplare che confidiamo possa disincentivare comportamenti omissivi e sconsiderati da parte dei gestori telefonici che non possono ‘accalappiare’ i clienti con offerte succulente per poi lasciarli a loro stessi in caso di guai”.