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Cronaca

Elezioni amministrative 2018, come si vota

Domenica 10 giugno, dalle 7 alle 23, oltre 6 milioni di italiani saranno chiamati alle urne per rinnovare le amministrazioni di 761 comuni. Dalla doppia preferenza al voto disgiunto, passando per l’eventuale turno di ballottaggio, ecco cosa c’è da sapere per non commettere errori.

Fervono i preparativi nelle 7.995 sezioni dove domani, domenica 10 giugno, circa 6,7 milioni di elettori torneranno alle urne per l’elezione dei sindaci e dei consiglieri comunali. Come di consueto, per votare è sufficiente presentarsi al proprio seggio muniti di carta di identità o altro documento di identificazione munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione.

Le modalità di espressione del voto cambiano in funzione della popolazione del comune.

Comuni fino a 15.000 abitanti

Nei comuni fino a 15.000 abitanti è possibile esprimere il proprio voto tracciando un segno:

–          solo sul candidato sindaco;

–          solo sulla lista collegata al candidato sindaco;

–          sia sul nome del candidato sindaco che sulla lista a lui collegata

In ogni caso il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco.

Non essendo previsto il turno di ballottaggio, viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti, inoltre ricordiamo che nei comuni con meno di 15.000 abitanti non è permesso il voto disgiunto, quindi se si traccia un segno sul nome di un candidato sindaco e su di una lista a lui non collegata, il voto è nullo.

Comuni con più di 15.000 abitanti

Nei comuni con più di 15.000 abitanti si può votare:

–          tracciando un segno solo sul candidato sindaco; in questo caso il voto viene attribuito solo al candidato sindaco;

–          tracciando un segno solo su una delle liste collegate al candidato sindaco; in questo caso il voto viene attribuito sia alla lista dei candidati consiglieri, sia al candidato sindaco collegato a quella lista;

–          tracciando un segno sia sul nome del candidato sindaco, che su una delle liste a lui collegate; come nel caso precedente, il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista di candidati consiglieri

–          tracciando un segno sul nome di un candidato sindaco e su di una lista a lui non collegata (voto disgiunto); nei comuni con più di 15.000 abitanti questo voto è valido e viene attribuito sia al candidato sindaco, che alla lista di candidati consiglieri a lui non collegata

È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno); qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare domenica 24 giugno per il ballottaggio tra i due candidati più votati.

Preferenze per i candidati a consigliere comunale

Per quanto riguarda le preferenze è necessario distinguere tra:

–          comuni con meno di 5.000 abitanti: in questo caso è possibile esprimere una sola preferenza scrivendo il cognome del candidato consigliere nell’apposita riga tratteggiata posta al di sotto del contrassegno della lista;

–          comuni con più di 5.000 abitanti: in questo caso è possibile esprimere due preferenze, ma attenzione, queste devono riguardare una candidata di genere femminile ed un candidato di genere maschile (o viceversa), pena l’annullamento della seconda preferenza.