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Vasto, esame del dna dei genitori per stabilire se il cadavere è di Eleonora Gizzi

Vasto. Non sarà facile determinare le cause della morte del corpo rintracciato martedì sotto il viadotto della A14 e che gli inquirenti sembrano certi appartenere alla 35enne Eleonora Gizzi, la maestra scomparsa da casa lo scorso marzo. L’anatomopatologo incaricato dell’autopsia dalla procura di Vasto, Cristian D’Ovidio, ha già potuto fare una ricognizione sommaria del cadavere, che è ormai ridotto in gran parte ad uno scheletro: la difficoltà nel capire le cause, specie se naturali, del decesso, risiede proprio nelle condizioni dei resti.

 

Il corpo è stato ritrovato in parte avvolto nei cartoni, come se la donna si volesse proteggere dal freddo, e in posizione fetale, come se cercasse calore. Gli stivaletti lasciati in un angolo fanno invece ipotizzare una situazione di sonno: non è quindi da escludere che, se fosse veramente Eleonora, possa essere stata colta da un malore nel sonno. Ma spiegare con certezza quali siano le cause della morte, prima di un attento esame autoptico, è difficile e forse, come trapela, neanche l’autopsia scioglierà definitivamente i dubbi, specie se le cause della morte possano risiedere in quegli organi ormai spariti. Questo ritrovamento fa pensare quindi non solo ad un allontanamento volontario di Eleonora, ma anche ad una precisa scelta da parte della maestra di volersi isolare e forse ‘nascondere’ sotto al cavalcavia.

Italo Gizzi e Grazia Marinucci, genitori di Eleonora, si sono recati all’Ospedale clinicizzato di Chieti dove sono stati sottoposti al prelievo della saliva. Servirà per stabilire il Dna da comparare con quello del cadavere rinvenuto martedì mattina da un tecnico della Società Autostrade sotto un pilone del viadotto in via Salce. Gli investigatori vogliono verificare la compatibilità per dare un nome e un cognome al quel corpo scheletrito per il troppo tempo sottoposto agli agenti atmosferici e che era lì sicuramente da aprile.

La zona, che è recitata, è stata sottoposta a sequestro giudiziale da parte della Procura di Vasto. In quella zona, che dista un paio di chilometri dall’abitazione della famiglia Gizzi, era stata battuta dai volontari e dalle forze dell’ordine impegnati nelle ricerche di Eleonora.

“Cercate un ponte, cercate il mare”. E’ il suggerimento dato agli investigatori sin dalle prime ore dalla scomparsa di Eleonora da Mafalda Cipulli, neurologa in servizio presso l’ospedale civile di Vasto, che aveva conosciuto la ragazza personalmente.
Il cadavere ritrovato sotto il viadotto dell’A14 porta a pensare che si tratti proprio di Eleonora. “Eleonora mi aveva confidato – continua il neurologo – che nei momenti di sofferenza personale amava chiudersi in se stessa e isolarsi sotto un ponte in prossimità del mare, perché solo così poteva sollevare la sua sofferenza e meditare sulla sua vita”. Perché il ponte e perché il mare. “Io glielo chiesi. Il ponte serviva a congiungere due posti da una parte la sua anima tormentata da una vita di routine considerando la sua fragile e giovane età e dall’altra la voglia di essere una persona diversa non seguendo la corrente della normalità e delle consetuedini. Il ponte era quindi l’unione di queste due forze che combattevano dentro di lei. Il mare, invece, rappresentava lo spazio libero in cui lei poteva o sperava di muoversi”.

La domanda che qualcuno si pone e semmai ci fosse stata la convinzione della fuga per sempre di Eleonora. “Sì all’inizio – prosegue Mafalda Cipulli – ho pensato che fosse riuscita a realizzare il suo sogno di cambiare la propria vita e assecondare i desideri reconditi e che una delle due forze avesse avuto il sopravvento. Senza avere più punti di contatto con la famiglia e con il mondo in cui viveva”.

Mantenendo vive le flebili speranze che non possa essere suo quel corpo senza vita rinvenuto in via Salce, le sembra normale un distacco dalla famiglia senza nemmeno più alcuna comunicazione in tutto questo tempo? ”Non è normale, pur considerando tutte le ipotesi, l’aver mantenuto sinora un silenzio così lungo e determinato con i suoi genitori e il suo mondo che in fondo amava seppur in perenne conflitto con se stessa”.

“Ci sono alcuni elementi dello scheletro che consentono di ipotizzare, ragionevolmente, che il cadavere possa appartenere a una donna; ma sara’ l’autopsia e l’esame del Dna a fugare ogni dubbio in questo senso”. Lo ha dichiarato all’Agi il medico legale Cristian D’Ovidio, incaricato dalla Procura di Vasto dell’autopsia sul cadavere ritrovato ieri sotto un viadotto dell’autostrada A14 nel comune di Vasto, nei pressi di via Salce. “Il cadavere e’ in pessimo stato di conservazione, e’ praticamente scheletrizzato”, ha spiegato D’Ovidio, che ieri sera ha effettuato la ricognizione cadaverica.

 L’esame autoptico è iniziato a Chieti alle 12.30 e si protrarrà per alcune ore viste le condizioni del cadavere e la necessità di esami particolari per stabilire l’epoca e la causa della morte, oltre all’identità. Sul fatto indaga il pm di Pescara Giancarlo Bellelli, applicato temporaneamente alla Procura di Vasto. Il luogo del ritrovamento del cadavere dista due chilometri dalla casa della famiglia di Eleonora Gizzi, la maestra elementare scomparsa il 28 marzo scorso a Vasto

Foto Ansa