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Chieti, lo stato di avanzamento dei lavori della fontana di piazza Valignani

Chieti. Questa mattina a Chieti è stato illustrato lo stato di avanzamento dei lavori del cantiere della fontana di piazza Valignani (primo stralcio dei lavori del progetto di realizzazione dell’arredo urbano del centro storico cittadino) iniziati lo scorso 21 luglio. Il costo totale dei lavori è di 125 mila euro.

“Nella parte sottostante – ha spiegato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio – tutto ciò che c’era lì sotto ha subìto delle trasformazioni. Quello che abbiamo rinvenuto sono degli elementi di fondazione di un palazzo preesistente che è stato demolito per costruire la piazza. Quello è lo scavo più profondo che dobbiamo fare perché per la fontana andremo giù di 50 cm. Lo scavo che abbiamo fatto non interessavano quelle cose che abbiamo rinvenuto. Quando è stato realizzato il tunnel quello che c’era è stato eliminato. Non ci sono elementi di rilievo sotto lo scavo che abbiamo trovato e non sono cose da mettere in mostra. Fino ad oggi, sin dal primo giorno dei nostri lavori, abbiamo avuto un grande rispetto per la storia perché per la nostra città la storia e la cultura è fondamentale, quindi non si deve fare polemica inutilmente. Stiamo andando avanti, ad inizio settimana prossima dovremo mettere in opera le vasche. La fontana è soltanto uno degli elementi dell’arredo urbano, è un’azione per recuperare quegli elementi della città. I lavori dovrebbero essere conclusi l’11 ottobre, ho chiesto il miracolo, mi piacerebbe poter consegnare questi lavori per l’anteprima dell’Expò di Milano che va dal 25 settembre al 2 ottobre in modo da dare un aspetto più bello alla città. Ringrazio la funzionaria archeologa Sandra Lapenna per la passione che ci mette in quello che fa. Persino il gettito d’acqua della fontana è stato oggetto di una revisione da parte della Sopraintendenza”.
“Tutte le opere che si fanno in città – ha detto la funzionaria archeologa della Sopraintendenza dei Beni Archeologici d’Abruzzo, Sandra Lapenna – devono essere sottoposte alla revisione da parte della Sopraintendenza. nel caso di questa fontana abbiamo dato la presenza del controllo archeologico. C’è un mosaico nei pressi del Teatro Marrucino che non veniva interessato dai lavori. Dove dovevamo mettere questa vasca, il terreno era già stato manomesso in passato con plastica e cemento. Le murature sono delle sovrastrutture di un edificio che è stato completamente rasato. Ho chiesto al direttore dei lavori di fare una verifica. Abbiamo deciso di salvare questa struttura, quindi in ogni modo preserviamo tutto ciò che c’è di antico. Ci tengo molto alla storia di questa città e non mi permetto di distruggere nulla”.
Francesco Rapino