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San Salvo, Arcigay invitata all’Istituto Mattioli per parlare di bullismo ed omofobia

Chieti. Lo scorso 27 aprile a San Salvo è stata registrata la più bella pagina per Arcigay Chieti e per il mondo educativo della scuola nella provincia: il gruppo scuola di Arcigay Chieti è stato invitato presso l’Istituto Mattioli di San Salvo a tenere un incontro sul bullismo e sul bullismo omofobico. Hanno partecipato all’incontro sette classi insieme ai loro docenti.

 I volontari del gruppo scuola sono stati accolti nell’aula magna dell’Istituto dalla dirigente scolastica Sara Solipaca – alla quale mandiamo il nostro ringraziamento – e presentati ai ragazzi e alle ragazze del Mattioli come una bellissima opportunità di crescita e confronto.

 È stata la prima esperienza sul territorio del gruppo scuola di Arcigay Chieti e l’interesse, la curiosità e la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze del Mattioli sottolineano l’importanza di trattare simili tematiche nelle scuole, di educare alle differenze e di abbattere i muri e porre le basi per la costruzione di una comunità migliore e aperta a tutt*. L’incontro è stato molto proficuo e si è svolto attraverso svariate attività di conoscenza e interattività sull’argomento del bullismo ed in particolare di quello omofobico.

 Gli incontri con gli studenti negli istituti scolastici per trattare omofobia e bullismo risultano sempre difficoltosi; non tanto perché questi siano poco attenti o indifferenti – anzi i ragazzi e le ragazze sono molto interessati a conoscere e condividere esperienze educative e formative di questo genere- quanto piuttosto perché esiste purtroppo una sorta di reticenza e atteggiamento di rimozione di certi problemi visti come irrisolvibili.

 E invece la soluzione a nostro avviso risiede proprio nel dialogo instancabile e ripetuto di esortazione all’accettazione, alla tolleranza nei confronti degli studenti LGBT+ e non solo.

 I giovani sono straordinari: hanno menti e cuori aperti al mondo e alla conoscenza; hanno bisogno per crescere di sperimentare, emozionarsi e provare sentimenti. Ma hanno soprattutto bisogno di essere indirizzati e di trovare accoglienza da parte degli adulti e del mondo delle istituzioni scolastiche, di osservare esempi positivi di crescita intellettiva nei confronti della diversità.

 Ebbene purtroppo in questo senso una parte di dirigenza e di docenti della scuola dà un esempio totalmente errato nel voler far finta di niente di fronte ad episodi di bullismo omofobico (e non solo); si assiste (anche fuori dalla scuola) ad un atteggiamento di paura che la trattazione di argomenti di ambito LGBT+ trasformi automaticamente l’orientamento sessuale degli studenti, come se questo fosse possibile indirizzarlo volontariamente o attraverso influenze esterne.

 Ci siamo scontrati anche noi con questo atteggiamento quando ci siamo rivolti ad alcuni istituti scolastici per chiedere il permesso di appendere una innocua locandina per illustrare le attività del gruppo giovani di Arcigay: ebbene la metà circa della dirigenza ha risposto con un categorico no. Paradossalmente abbiamo trovato maggiore accoglienza in provincia dove l’istituto Mattioli ci ha riservato una straordinaria ospitalità.

 L’incontro sull’omofobia si è concluso lanciando un messaggio di presenza da parte della nostra associazione all’interno della comunità e verso gli istituti scolastici della provincia e offrendo la nostra disponibilità ad accogliere qualsiasi richiesta di aiuto e/o a sciogliere e chiarire qualsiasi dubbio in merito ai temi trattati.