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Fim Cisl Abruzzo Molise, Domenico Bologna confermato alla guida

Fossacesia. Domenico Bologna è stato confermato per i prossimi 4 anni alla guida della FIM CISL AbruzzoMolise, in occasione del 2° Congresso della Federazione Metalmeccanici tenutosi oggi a Fossacesia. Erano presenti il Segretario Generale della CISL AbruzzoMolise, Maurizio Spina e il Segretario Nazionale della FIM Cisl, Michele Zanocco.

 “Vogliamo aprire le porte del nostro Sindacato e dare voce alle ragazze e ai ragazzi dell’Abruzzo e del Molise, perché sono loro che hanno subito maggiormente gli effetti negativi di questa crisi economica e finanziaria, che ha registrato in queste due Regioni un tasso di disoccupazione giovanile superiore alla media italiana”, – così Domenico Bologna, Segretario della FIM interregionale.

 La Fim Cisl ha messo la questione giovanile al centro del proprio Congresso. Dal dopoguerra ad oggi è la prima volta che i figli vivono condizioni peggiori dei padri. Recentemente il rapporto della Fondazione Visentini tratteggia scenari allarmanti per il nostro Paese: nel 2030 la generazione degli anziani sarà di tre volte superiore a quella giovanile, mentre la disuguaglianza e la disparità si accentueranno soprattutto nei confronti delle donne e del Sud del Paese.

 Fatto allarmante è che sono notevolmente aumentati i giovani sfiduciati, i cosiddetti NEET, ragazzi che smettono di studiare e di formarsi e non cercano più un lavoro, in un Paese dove paradossalmente non esistono ancora politiche attive efficaci per rendere più funzionale il collegamento tra studio e lavoro.

 “Vogliamo essere un luogo pubblico dove i giovani possano coltivare aspirazioni, idee ed energie” – ha proposto Bologna alla sua classe dirigente oggi riunita a Congresso.

 L’industria è il punto di forza degli apparati produttivi di entrambe le regioni. “È arrivato il momento di abbracciare la vena dell’ottimismo per superare gli effetti della crisi economica e finanziaria. Un motto che ha accompagnato la FIM CISL nell’azione sindacale”, – ha continuato il Segretario della FIM CISL AbruzzoMolise nell’analisi economica e occupazionale delle due regioni.

 Siamo in presenza di un sistema produttivo che fornisce al mercato regionale italiano, e soprattutto a quello internazionale, una varietà di prodotti metalmeccanici in linea o addirittura superiore alla media delle altre regioni del mezzogiorno. Ci sono nuove imprese, ma non sono sufficienti per riportare il sistema ai livelli precedenti la crisi strutturale del 2008. Una delle novità importanti è che sono i giovani e le donne che hanno più voglia d’impresa e riescono a mettere in piedi aziende~ più stabili.

 Oggi solo l’Abruzzo ha ripreso ad investire superando anche i valori del 2009, mentre il tasso molisano degli investimenti continua a contrarsi. In Molise è aumentata la capacità del sistema produttivo di generare ricchezza, invece in Abruzzo il tasso di produttività del lavoro è cresciuto solo nell’ultimo anno.

 114 mila abruzzesi e 20 mila molisani sono occupati nel settore dell’industria, ma il numero dei disoccupati è ancora alto. La leggera ripresa occupazionale del 2016 è stata trainata proprio dal settore industriale, visto che il 30% della manodopera abruzzese e il 20% degli addetti molisani lavorano proprio nelle piccole e medie industrie.

 “Il sindacato di oggi e di domani, con responsabilità, deve fare proposte per intercettare, attraverso l’azione sindacale, le persone e i lavoratori che sono esclusi dalla contrattazione aziendale, dalle politiche del lavoro, del welfare e della rappresentanza. Così la FIM ha lavorato in questi anni anche nel rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici per incrementare la produttività, e soprattutto per favorire un maggiore investimento sulle persone e sulle competenze. Vogliamo un Paese, un Abruzzo ed un Molise che puntino su nuove strategie di politiche attive e investimenti, rendendo i giovani protagonisti del proprio futuro. Industria 4.0 non è solo un ridisegno di tutto il sistema della fabbrica e del sistema tecnologico, ma è una imperdibile occasione di sviluppo per l’apparato produttivo abruzzese e molisano. Ed è da qui che parte l’esigenza di un sindacato nuovo: la FIM CISL è pronta a sfidare i nuovi scenari del lavoro che cambia” – ha concluso Domenico Bologna.