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Quirinale: fumata nera anche nel quarto scrutinio. Il centrodestra si astiene e pensa a Frattini

Si chiude con un’altra fumata nera il quarto scrutinio per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Da oggi (giovedì 27 gennaio) il quorum è sceso alla maggioranza assoluta degli aventi diritto, e i partiti hanno cambiato le tattiche per gestire la partita: per la prima volta i numeri più alti non sono stati per le schede bianche (a votare ancora scheda bianca sono stati Pd – M5S- Leu- Iv) ma i 441 voti di astensione su cui ha deciso di contarsi il centodestra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia). Sono cresciuti i voti a Sergio Mattarella (160) che fanno pensare alla probabilità, sempre più concreta, di un Mattarella bis (anche se il presidente ha più volte ribadito il suo dissenso ad un altro mandato).

Cambiano i nomi che circolano nei corridoi: a prendere quota sono quello di Elisabetta Belloni (donna delle istituzioni, diplomatica e oggi al vertice dell’intelligence italiana) e Sabino Cassese (già ministro nel governo Ciampi, giudice della Corte Costituzionale, e professore emerito di diritto).

  • LE MOSSE DELLE FORZE POLITICHE

La coalizione di Salvini-Meloni-Berlusconi si muove in una continua altalena di nomi: dopo aver annunciato in un comunicato congiunto un vertice nella serata di oggi (come nella serata di ieri, poi slittato a questa mattina) dalla Lega hanno fatto sapere che ci sarebbero “contatti in corso” e che, il vertice atteso potrebbe essere posticipato. Per Lupi i nomi in corsa sarebbero ancora Draghi, Casini e Cassese ma non è impossibile l’opzione Mattarella bis. E’ di poche ore fa la voce che vedrebbe un Matteo Salvini al lavoro per rilanciare il nome di Franco Frattini (ex-ministro e da poco presidente del Consiglio di Stato), circolato nei giorni scorsi e bocciato dal Partito Democratico.

La coalizione di centrosinistra (Pd-M5S-Leu e Italia Viva) ha votato scheda bianca: i partiti avevano anche lasciato la possibilità di esprimersi in libertà di coscienza.

Su una cosa sembrano essere d’accordo i leader delle coalizioni, Salvini e Letta, trovare un nome adatto a tenere insieme la maggioranza di governo (e scongiurare il voto). Torna il nodo su Palazzo Chigi, forse più stretto di quello di un nome per il Colle.

  • VERSO I DUE SCRUTINI AL GIORNO

Il presidente della Camera Fico ha convocato per domani mattina, venerdì 28 gennaio, la conferenza congiunta dei capigruppo dei due rami del Parlamento per valutare la possibilità di passare a due scrutini al giorno, e velocizzare così le procedure di voto per arrivare all’elezione del presidente della Repubblica entro al fine della settimana in corso.