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Scuola in Abruzzo: metà degli studenti rischia di restare senza trasporto

Ancora risposte insufficienti per la ripartenza della scuola in Abruzzo a due settimane dall’inizio delle lezioni: a sostenerlo sono i sindacati che sollevano una serie di criticità su vari fronti (trasporti, edilizia scolastica e organici) dopo due incontri tenutisi ieri.

 

 

Il primo al tavolo operativo di cui fanno parte rappresentanti della Regione e degli Enti locali, della Protezione civile, della Croce Rossa, dei genitori e degli studenti, il secondo con i dirigenti degli ATP provinciali e il direttore dell’USR.

Il quadro che ne è venuto fuori – scrivono Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal – è fortemente preoccupante. Per quanto riguarda i trasporti la situazione è al momento quella più allarmante. Arrivano segnalazioni di forti criticità in tutti i territori della regione che in diversi casi si traducono nell’impossibilità di consentire a tutti gli studenti pendolari di raggiungere le scuole. Con le regole attuali, circa le metà rischierebbero di restare a piedi”. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica “la situazione sembra meno drammatica di quanto si paventava. I rappresentanti degli Enti Locali ci hanno assicurato che i lavori per l’adeguamento e il reperimento degli spazio sono in corso, e si sono impegnati a risolvere tutte le situazioni più critiche prima della ripartenza delle lezioni”.

Sul fronte degli organici aggiuntivi “la distribuzione dei fondi nazionali per la regione Abruzzo risulta  insufficiente, come da noi più volte sottolineato: dei circa 2.000 posti in più, richiesti dalle istituzioni scolastiche, solo il 40% potranno essere coperti”.

Visto l’esito degli incontri, i sindacati hanno espresso “una forte preoccupazione per l’enorme carico di responsabilità che rischia di essere scaricato sulle istituzioni scolastiche”.

Se non arriveranno per tempo adeguati organici aggiuntivi, se non termineranno gli interventi urgenti sull’edilizia scolastica e se non ci sarà una decisa svolta sui trasporti – spiegano – le scuole avranno molte difficoltà ad organizzarsi per assicurare l’apertura il 14 settembre nel pieno rispetto dell’attuale protocollo sicurezza e delle indicazioni contenute nel Documento del Comitato Tecnico Scientifico”.