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Marsilio e Bondi: sì al Recovery Fund per la ricostruzione

“Condividiamo la proposta dei sindaci del sisma del Centro Italia di utilizzare una quota del Recovery Fund per la ricostruzione, anzi: chiediamo che questa possibilità sia estesa anche al cratere 2009”.

 

Lo affermano in una nota il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. “Come noto, infatti, per il 2020 è prevista l’ultima annualità di finanziamento della tabella E allegata alla legge 190 del 2014, con cui sono stati stanziati 5,1 miliardi per i territori colpiti dal sisma del 6 aprile di 11 anni fa, se non ci saranno nuove risorse è certa la prospettiva di interrompere un percorso virtuoso che ha visto, finora, impegnati più di 18 miliardi di euro a carico del bilancio dello Stato”, aggiungono Marsilio e Biondi. “A rischio non è solo la ricostruzione dei beni pubblici e privati, ma anche i progetti di rilancio socio-economico che vertono su settori centrali come ricerca, sviluppo industriale, sostegno alle imprese, ambiente, turismo e cultura contenuti nel programma ReStart”, spiegano i due.

 

“A tal proposito – dicono ancora – proprio questa mattina, unitamente ai coordinatori del cratere Francesco Di Paolo e Sandro Ciacchi, abbiamo mandato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e al ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, affinché si valuti questa possibilità, insieme a quella di reperire soldi freschi nelle economie della vecchia programmazione dei fondi per lo sviluppo e la coesione (Fsc) oppure a valere su quella 2021-27 in corso di redazione”.

 

“Consapevoli delle difficoltà del bilancio dello Stato alla luce dell’emergenza Covid, riteniamo che vada istituito un tavolo di confronto per analizzare le alternative proposte – proseguono Marsilio e Biondi – e dare risposte certe e definitive a un territorio martire che è stanco di elemosinare ogni volta attenzioni”. “È l’ultima chiamata per un governo che finora ha disatteso ogni speranza e riservato le briciole all’Aquila e al cratere, basta leggere i decreti legge ‘Semplificazioni’, e la strage di emendamenti proposti dal territorio oppure, e ‘Agosto’, in cui, al massimo, si può parlare di timidissime aperture, ma siamo fiduciosi fino all’ultimo in un ripensamento e a un’inversione di rotta che possa segnare un diverso rapporto tra l’esecutivo nazionale e i rappresentanti degli enti locali”, concludono Marsilio e Biondi.