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Abruzzo

Anci Abruzzo, la proposta alla Regione gestire l’uscita dalla crisi

E’ il Vicepresidente dell’Anci Abruzzo, il Sindaco di Rapino Rocco Micucci, in accordo con tutto il Consiglio Direttivo dell’Anci Abruzzo, a farsi portavoce di proposte sia a livello locale che a livello nazionale.

 

“Chiediamo al Consiglio Regionale di individuare con legge regionale i Sindaci quali Commissari Locali per la ricostruzione sociale ed economica delle comunità, per avere un impulso fondamentale nella spesa di risorse che debbono essere ingenti e determinanti in questa difficile fase. Noi Sindaci, già messi alla prova in molte occasione, dal dissesto al terremoto, e ultimamente con l’erogazione dei buoni spesa per i generi alimentari, dove abbiamo mostrato la capacità di agire in maniera rapida ed efficiente, garantendo immediatamente la liquidità necessaria alle famiglie in difficoltà, possiamo garantire anche la ripartenza immediata delle opere pubbliche e dei servizi che sono l’unica soluzione per permettere una ricostruzione efficace e rapida. Questa soluzione ci darebbe una marcia in più sicuramente, come regione. Anche a livello nazionale i Sindaci delle città metropolitane sono sulla stessa lunghezza d’onda, con proposte simili al Governo. – sottolinea il Vicepresidente dell’Anci – A maggior ragione in Abruzzo, dove la stragrande maggioranza dei Comuni è medio piccola, ci vogliono persone che conoscono il territorio nella sua interezza, che conoscono le esigenze di cittadini e imprese direttamente, che personalmente hanno contezza dei bisogni primari delle comunità.”

 

I Sindaci sono stretti nella morsa tra le mancate entrate per tributi e soprattutto per i servizi ad personam che non hanno potuto erogare a causa del lockdown, ma che devono comunque pagare ai soggetti gestori. Pagare per servizi non più utilizzati dal 23 febbraio. – “Faccio l’esempio del trasporto scolastico o del servizio mense. – continua il primo cittadino di Rapino – Per i Comuni il finanziamento del trasporto pubblico scolastico come quello del servizio mense stanno diventando una gabbia da cui fino ad ora il legislatore non è riuscito a liberarli. Stando alle attuali norme, infatti, i Sindaci non possono applicare decurtazioni di corrispettivo alle aziende che forniscono i servizi di scuolabus o mensa, nonostante i mezzi siano fermi e le mense non eroghino pasti da quando le scuole hanno chiuso i battenti.

 

In tutta Italia sono miliardi di debiti cui i Comuni devono far fronte senza le entrate previste prima della pandemia. Pertanto chiediamo che il Governo nazionale intervenga subito ristorando i Comuni con somme sufficienti per compensare queste mancate entrate e non far fallire enti ed imprese. Altrettanto deve valere per la Regione Abruzzo, la quale deve sicuramente fare le ordinanze che obbligano ad esempio la sanificazione degli impianti di climatizzazione negli uffici pubblici, ma conoscendo bene la situazione che vivono i Comuni, deve anche far seguire le ordinanze da risorse finanziarie, altrimenti le ordinanze non possono essere applicate” – conclude