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Abruzzo regione del benessere: ora l’obiettivo è creare un brand

Entro i primi mesi del 2022 sarà messo a punto, da un apposito gruppo di lavoro, il disciplinare necessario per potersi giovare del marchio ‘Abruzzo regione del benessere’, e parallelamente saranno formati i professionisti preposti all’attività di consulenza, conferimento e controllo.

 

Ad annunciarlo è Maurizio Dionisio, direttore generale dell’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale. L’Agenzia è soggetto attuatore, con la partnership dell’Università di Teramo, del progetto multidisciplinare “Abruzzo regione del Benessere”, varato dalla Regione Abruzzo con la legge di bilancio 2020.

Questa prima svolta sulle attività arriva a qualche settimana dalla partecipazione di Arta all’ Ecomondo di Rimini, fiera leader a livello internazionale dedicata all’economia circolare alle tecnologie green di ultima generazione, temi quanto mai attuali alla luce della strategia europea e italiana della transizione ecologica: nel corso della cinque giorni, il progetto ha incassato la “benedizione” di rappresentanti istituzionali nazionali, tra cui il sottosegretario all’Ambiente Vania Gava.

Ed in effetti, uno degli aspetti qualificanti del progetto Abruzzo regione del benessere ovvero la creazione di un brand immediatamente riconoscibile, basato su una certificazione secondo precisi disciplinari da promuovere a livello nazionale e internazionale è stato al centro dei molteplici incontri e scambi tra i rappresentanti dell’Arta e della Regione Abruzzo, con gli stakeholder presenti alla fiera, tra gli oltre 1000 espositori.

L’iniziativa quindi si appresta a entrare nella fase operativa con la costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà appunto definire il disciplinare, costituito da esperti nell’ambito della qualità ambientale della sanità, del turismo, dell’enogastronomia.

Ha spiegato infatti il direttore tecnico Massimo Giusti: “potranno beneficiare del marchio, Parchi e riserve, città e paesi, hotel, campeggi e ristoranti, agriturismi, bar e stabilimenti balneari. Dunque dovrà essere una certificazione flessibile e diversificata a seconda degli ambiti di applicazione”.

Altro passo da compiere sincronicamente, ha proseguito Dionisio “è attivare un percorso di alta formazione, grazie alla collaborazione dell’Università di Teramo, partner del progetto, per creare specifiche figure professionali che avranno il compito, nello stesso tempo, di affiancare coloro che ambiscono a fruire del marchio, dotandosi dei requisiti necessari e ricalibrando la loro attività, ed essere poi i soggetti abilitati a controllare l’osservanza dei requisiti del disciplinare, nel corso del tempo”.

Fondamentale sarà poi ha sottolineato ancora Dionisio, che “il marchio non costerà nulla, non chiediamo soldi, ma buone condotte, e anzi aderire al progetto Abruzzo regione del benessere, per i beneficiari rappresenterà un prezioso valore aggiunto, un moltiplicatore di competitività e qualità del servizio. Un’opportunità a tutto tondo e non un onere”.