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Sconti sui pedaggi, monta la polemica: ora i cittadini pagheranno con le casse della Regione

“Come sempre, dato che non ci piace parlare per sentito dire, attendiamo i documenti e l’esito del Consiglio Regionale di mercoledì dove sarà discussa la nostra interrogazione.

 

Ma se è vero che gli aumenti abnormi ed ingiustificati dei pedaggi delle autostrade A24 e A25 se li accollerebbe in parte la Regione, cioè i cittadini stessi-collettività, allora sarebbe il caso veramente di alzare i toni e prendere atto che il Governo regionale nulla è riuscito a fare presso il Ministero nonostante l’incontro svolto direttamente con il Ministro Delrio e le tante solite chiacchiere di D’Alfonso & C.” .

 

Questo il commento dei consiglieri regionali Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo che sottolineando quanto segue: “riteniamo inopportuno e insensato che le Regioni Lazio e Abruzzo, che dovrebbero avere rispetto per le proteste dei propri cittadini e sindaci, si propongano di pagare gli aumenti previsti dal gestore privato come “TOTO spa”. Non bastava avere i pedaggi più cari al mondo. Non bastava far gestire al concessionario i soldi per la manutenzione. Dopo giorni di spot e proclami assistiamo all’apoteosi della pantomima: nel mentre D’Alfonso con una mano sollecita al ministro delle infrastrutture e trasporti ( lo stesso che gli aveva garantito che saremmo passati con Autorità portuale di Civitavecchia – sic !!!) una verifica normativa e contrattuale circa i tetti massimi relativi alle quote attribuibili ai concessionari,  con l’altra decide di far pagare gli abruzzesi attraverso le casse della Regione. Se i sindaci di centrosinistra, gli stessi che erano pochi giorni orsono a protestare al casello dell’Aquila permetteranno che vengano messe le mani nelle tasche dei loro cittadini per pagare gli ingiustificati aumenti, non ci rimarrà che prendere atto e rimarcare per l’ennesima volta che questo allora non è un sistema di gestione di qualche persona, ma un modus operandi della intera classe politica abruzzese del PD, facendocene una ragione negativa rafforzativa rispetto al giudizio già molto negativo che avevamo fino ad oggi di come è stata amministrata questa regione e sancendo definitivamente la assoluta mancanza di dignità e di rispetto verso gli abruzzesi di questa classe politica di sinistra.

 

 

Pertanto – concludono Sospiri e Febbo – nei prossimi giorni e in sede di Consiglio regionale chiederemo spiegazioni alla maggioranza di governo e da parte nostra porteremo avanti l’impegno a rafforzare e prolungare la lotta di opposizione verso questo furto alla collettività, anche attraverso azioni da concordare con i primi cittadini in tutte le sedi opportune regionali e nazionali, prima e dopo il voto nazionale”.