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Arap Abruzzo, Cgil e Cisl: ‘Il processo di riorganizzazione è ancora fermo’

Pescara. ‘È stato presentato un piano industriale dell’Arap ma a nove mesi della presentazione, non ci sono ancora riscontri oggettivi nel miglioramento dei conti dell’Ente e una rimodulazione organizzativa che incida positivamente sull’attività del nuovo Ente nato dalla fusione dei 6 consorzi industriali.

Il piano ha cercato di razionalizzare la spesa e rimodulare l’organizzazione aziendale prevedendo uno snellimento delle procedure e un forte taglio al costo del personale.

Cgil e Cisl, dopo una trattativa durata 4 mesi, hanno siglato un accordo che è costato enorme sacrifici ai lavoratori e hanno convenuto sull’esubero di 24 dipendenti. Il testo dell’accordo ha individuato i criteri per i 15 prepensionamenti e 9 demansionamenti.

Il piano industriale e l’accordo sindacale dovevano essere propedeutici ad un bilancio di esercizio che risanasse i 6 milioni di perdite registrate nel 2015 e a una riduzione del costo del personale, che sul fatturato dell’ente, incideva per il 56%.

Sono passati 5 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo ma il processo di riorganizzazione dell’Arap è fermo. La situazione economica-finanziaria non risulta, a Cgil e Cisl, migliorata’.

Lo affermano in una nota congiunta i segretari generali di Cgil FP e Cisl FP, Rita Candeloro e Vincenzo Traniello.

“Abbiamo appreso dalla stampa , – denunciano Candeloro e Traniello -, che i rapporti tra L’Arap e i gestori del servizio idrico integrato (CAM, SACA e SASI) continuano a produrre notevoli perdite per l’ente peggiorando l’equilibrio finanziario nonchè l’obiettivo prioritario del piano industriale.

Sono stati solo i lavoratori a pagare il prezzo più caro del piano di riorganizzazione per risanare i debiti creati dai gestori istituzionali degli ex consorzi industriali. Le professionalità e le competenze dei dipendenti non state valorizzate adeguatamente ma si è preferito ricercare delle figure professionali esterne nonostante tali professionalità fossero già presenti nella dotazione organica aggravando ulteriormente la situazione debitoria.

Ma non finisce qui.

I rappresentanti sindacali segnalano l’esistenza di varie transazioni tra l’Arap e gli enti gestori del servizio idrico fortemente penalizzanti per l’Agenzia. Queste anomalie arrecano solo un appesantimento della situazione debitoria dell’ente regionale per le attività produttive con riflessi sul risanamento economico e finanziario di un Ente che dovrebbe promuovere gli investimenti industriali e l’occupazione. A tale situazione si aggiunge un mancanza di qualità nell’erogazione dei servizi alle imprese con ripercussioni negative sulla capacità attrattiva di nuovi investimenti produttivi.

I sindacati e i lavoratori hanno assunto le proprie responsabilità, ma l’Arap e il mondo della politica non hanno lanciato segnali e azioni che vanno verso quel percorso di rilancio e di risanamento per garantire certezze ai dipendenti e servizi alle imprese abruzzesi.

Le relazioni sindacali sono sporadiche per questo Cgil e Cisl chiedono al Presidente dell’Agenzia e all’Assessore alle attività produttive di aprire un tavolo di confronto che sciolga definitivamente i nodi strutturali, economici ed organizzativi, che impediscono il decollo dell’Agenzia regionale per le attività produttive’, si legge in conclusione della nota.