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Concessioni demaniali: la Fab chiede il ritiro leggina-vergogna

Pescara. “Mentre centinaia di piccoli concessionari abruzzesi sono alle prese con le difficili procedure per il rinnovo delle concessioni balneari, è desolante dover constatare come la massima istituzione elettiva abruzzese sia paralizzata da un dibattito che riguarda la possibilità, per un pugno di privilegiati, di ottenere per le vie brevi quello che agli altri non viene concesso”.

 

Lo afferma il segretario della Fab-Cna, Cristiano Tomei, in relazione al dibattito che ieri pomeriggio ha paralizzato i lavori del Consiglio regionale, chiamato ad approvare il testo di una “leggina”, voluta dalla maggioranza e avversata fino all’ostruzionismo dalle opposizioni, che di fatto rappresenta la via per ottenere una sanatoria delle rispettive concessioni in un comune della costa teramana, da parte di un pugno di attività sorte dal nulla: “Eppure, nel corso di una consultazione di qualche settimana fa – ricorda Tomei – avevamo diffidato la commissione consiliare dal procedere lungo la strada della sanatoria per gli “amici degli amici”, ma non ci hanno voluto dare ascolto: E il frutto di questa testardaggine ieri è venuto alla luce del sole, con la paralisi dell’assemblea regionale. Si tratta di una norma vergognosa, che permette la trasformazione ope legis di attività di ristorazione in vere e proprie concessioni demaniali, alla faccia di tutti quegli operatori che hanno agito, in tutti questi anni, nel rispetto di norme e procedure”. A detta della Fab-Cna, i sostenitori di questa norma farebbero bene a riporla nel cassetto, concentrandosi invece sulle vere priorità del settore, alle prese con la difficile definizione di una norma che armonizzi con le disposizioni comunitarie la nuova legge regionale sulle concessioni demaniali.