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Abruzzo, personale regionale. Febbo: ‘Annullata la pianta organica, altra figuraccia’

Pescara. “Tutti i dipendenti regionali oggi attribuiti ai vari dipartimenti sono senza assegnazione. La pianta organica della Regione NON esiste più. La struttura della macchina regionale non trova pace e i lavoratori continuano a brancolare nel buio, a totale danno dell’attività amministrativa e dei cittadini.

Con la Delibera di giunta numero 280, approvata il 25 maggio scorso, addirittura viene revocata la delibera n.776 del 19.9.2015 di assegnazione dei lavoratori di categoria ‘C’ (circa 650 unità) alla Direzione Generale della Regione, ai Dipartimenti e ai servizi autonomi della Giunta Regionale.

Praticamente tutto il personale della Regione Abruzzo – spiega Febbo – oggi non ha nessuna attribuzione della propria mansione. La famosa riforma di cui la Dgr 776 è stato presentato alla stampa e agli abruzzesi come la grande riforma copernicana che avrebbe portato l’Abruzzo ai vertici nazionali se non europei per efficienza ed efficacia ed invece come al solito si è trattato di un grande bluff.

Abbiamo ascoltato solo chiacchiere di chi non aveva e non ha contezza del funzionamento delle strutture pubbliche ed in particolare di quella regionale. Un grande pasticcio denunciato ed evidenziato in più occasioni creato da questo governo regionale ed in particolare dal suo Presidente e dall’allora assessore Paolucci al quale, al primo rimpasto, è stata tolta la delega al personale.

Più volte in questi anni – rimarca Febbo – ho criticato la modalità e la superficialità utilizzata dal governo D’Alfonso per costruire una struttura inefficiente, disorganizzata e senza programmazione oggi implosa dopo una pessima gestione del personale.

Basti pensare che non abbiamo ancora la nomina del Direttore al Bilancio e la sostituzione del Direttore generale, e su altre nomine c’è molta incertezza sulla legittimità. Tutte figure apicali indispensabili per far camminare la complessa ed articolata macchina regionale.

E bastano alcuni esempi per capire di cosa stiamo parlando: in termini percentuali ci troviamo con l’avanzamento della spesa dei fondi comunitari con numeri che rasentano il ridicolo; il ritardo nell’approvazione dei rendiconti 2013,2014, 2015 e 2016 rispetto alle nuove disposizioni legislative; l’assegnazione delle risorse alle istituzioni culturali l. 38/2016; l’attivazione e apertura dei cantieri del Masterplan e mi fermo qui per carità di Dio.

Una situazione vergognosa – continua Febbo – venutasi a creare dalla presunzione di saper gestire in maniera monocratica una macchina complessa e articolata come quella dell’ente Regione. Per di più adesso ci troviamo a prendere atto che tutto il personale dipendente attribuito nei vari uffici regionali è ‘abusivo’ in quanto i lavoratori non vengono ancora regolarmente riassegnati nelle proprie e specifiche mansioni.

Mai si era verificato un caso del genere. Infatti la giunta regionale si è vista costretta a ritirare e rimangiarsi la pianta organica approvata nel 2015 ed oggi dobbiamo aspettare ancora che venga riorganizzata attraverso uno specifico gruppo di lavoro, come recita la Dgr 280, al fine di formalizzare un proposta di razionalizzazione del personale della Giunta regionale. Tempi lunghi anzi, visto il modo di operare, lunghissimi.

Pertanto – conclude Febbo – credo sia del tutto evidente il fallimento del governo di centrosinistra nel non essere stato in grado di organizzare una macchina efficiente, efficace, economica e capace di rispondere alle aspettative degli abruzzesi e del mondo produttivo che aspettano invano bandi e fondi ormai bloccati da troppo tempo. Un malessere registrato anche dagli stessi sindacati che, anche loro, hanno da tempo preso contezza dell’inefficienza del governo D’Alfonso”.