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Giunta Abruzzo assegna fondi a comuni e province per il sostegno al pagamento degli affitti

Pescara. Su proposta dell’assessore al Social Housing Donato Di Matteo, la Giunta regionale ha approvato la ripartizione tra i Comuni del Fondo nazionale, annualità 2015, per il sostegno economico al pagamento degli affitti.

Ogni Comune ha individuato già dal mese di ottobre i soggetti in possesso dei requisiti richiesti. La Regione stanzierà poco più 2,1 milioni di euro. Il fondo complessivo verrà assegnato con le risorse disponibili fra i Comuni, in funzione delle richieste pervenute sulla base degli avvisi pubblici comunali, in forma direttamente proporzionale, per provincia, tenendo conto anche delle somme residue nelle casse comunali.

Questa la ripartizione: Provincia dell’Aquila: 368mila euro; Provincia di Pescara: 624mila euro; Provincia di Teramo: 464mila euro; Provincia di Chieti: 682mila euro per un totale di€2.140.722,00.

“Con questa delibera siamo andati incontro alle esigenze di quei cittadini – spiega l’assessore Di Matteo – che in questo momento di crisi economica non possono permettersi di pagare interamente l’affitto. Ogni anno la Regione Abruzzo stanzia un fondo capace di sostenere in parte quelle famiglie che hanno un reddito basso”.

Nella stessa seduta è stata inoltre approvata, sempre su proposta dell’assessore Di Matte, anche la delibera riguardante la ripartizione per l’anno 2015 del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, assegnati alla Regione Abruzzo dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un totale di euro 335mila euro.

“Per morosità incolpevole – spiega l’assessore Di Matteo – si intende la sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a seguito della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare a causa della perdita del lavoro per licenziamento, di accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro, per cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti le capacità reddituali, per il mancato rinnovo di contatti a termine o di lavori atipici, per cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente, per malattia grave e per infortunio o decesso del componente del nucleo familiare, che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali”.