Il Pescara domina ma pareggia soltanto con il Brescia

Pescara (3-5-1-1) Fiorillo; Guth, Bocchetti, Scognamiglio; Bellanova, Omeonga, Valdifiori, Memushaj, Jaroszynski (65’ Nzita); Maistro (83’ Ceter), Galano (88′ Crecco). In panchina: Alastra, Radaelli, Ventola, Antei, Fernandes, Vokic, Capone, Bocic, Riccardi, Capone. Allenatore: Roberto Breda

Brescia (4-3-3) Andrenacci; Sabelli, Mangraviti, Mateju, Martella; Dessena (70’ Jagiello), Van de Looi, Bjarnason (58’ Papetti), Ragusa (87′ Labojko), Torregrossa (70’ Ayè), Spilak (58’ Bisoli). In panchina: Kotnik, Zmral, Donnarumma, Ghezzi, Verzeni. Allenatore: Davide Dionigi

Reti: 43’ Torregrossa (rig), 61’ Bocchetti

Arbitro: Alessandro Prontera di Bologna (Maccadino-Nuzzi/Paterno)

Ammoniti: Omeonga, Scognamiglio, Papetti, Sabelli, Galano, Bisoli, Nzita, Valdifiori

Dopo la vittoria esaltante contro il Monza, Breda ha subito l’occasione per confermare la crescita del suo Pescara ospitando il Brescia nel turno prenatalizio. Ceter parte in panchina, in attacco con Galano c’è Maistro, mentre Guth viene preferito a Balzano nel reparto arretrato. I lombardi rispondono con l’ex Ragusa nel tridente offensivo e un altro ex d’eccezione in mediana: l’islandese Bjarnason.

Ed è proprio Bjarnason ad accendere la prima miccia al 16’ su punizione dal limite: Fiorillo neutralizza all’incrocio senza patemi. Le squadre si studiano con calma, poi al 30’ si accende il Pescara: Omeonga ruba palla a metà campo e lancia Galano che semina il panico per 20 metri, dalla lunetta richiama Omeonga che prosegue il triangolo con il traversone per Memsushaj, ma Martella salva in tackle anticipando il tap-in in area piccola e chiude in corner. I biancazzurri ci riprovano al 35’: Valdifiori illumina in area per Bellanova che raccoglie il cross ma colpisce malamente. Il Brescia si riaffaccia in area al 41’, con un blando cross che, però, Bocchetti svirgola all’indietro, Scognamiglio fa il ruvido per rimediare e marcare Torregrossa, lo atterra ed è rigore: va lo stesso Torregrossa sul dischetto e spiazza Fiorillo. 0-1 che ribalta l’andazzo e chiude il primo tempo.

Il secondo inizia con le veementi proteste degli adriatici per una forbice scomposta da dietro di Mateju su Memushaj, ma per l’arbitro Prontera è tutto regolare. Il Delfino non si scompone e dopo 30 secondi è di nuovo al cross con Jaroszynski ma Bellanova arriva nuovamente puntuale ma scoordinato al tiro, e Andrenacci blocca facile. La squadra di Breda si piazza in area bresciana e preme: ancora Jarosnynski, al 60’, impegna Andreacci con un tiro da fuori che viene deviato sul fondo; dagli sviluppi del corner, Omeonga fa spiovere la palla sul limite piccolo dove Bocchetti sguscia alle spalle di Mangraviti, si allunga con la punta del sinistro e la mette dentro. 1-1. Pescara a tutto gas: Breda mette Nzit che alla prima azione arriva al tiro da 1 metro, Andrenacci fa un miracolo sulla linea a due mani, Maistro si fionda a ribadire di testa ma, da terra, Torregrossa rovescia e gliela toglie dalla fronte, colpendolo anche in faccia. Il Brescia non supera la metà campo, il Pescara ci riprova al 78’ sull’asse Valdifiori-Guth ma il colpo di testa del difensore, seppur imperioso, sfila sul fondo. I padroni di casa hanno ampio margine sull’avversario per vincerla, ma le rondinelle si arroccano davanti al forcing finale e portano a casa un punto.

Un altro punto per Breda, che sa di rimorso dinanzi a una gara maiuscola e dominante, soprattutto nel secondo tempo. I biancazzurri rimpiangono l’unica sbavatura difensiva e un pizzico di cinismo sottoporta, ma il cambio d’atteggiamento rispetto alla gestione Oddo è il più grande regalo di Natale che la squadra potesse fare ai tifosi.