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Pescara in otto volante contro il Lecce: Del Sole salva la vittoria

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 5 Novembre 2018 @ 23:04

Pescara (4-3-3): Fiorillo; Balzano, Gravillon, Campagnaro, Del Grosso; Brugman, Memushaj, Machin (77’ Monachello); Antonucci (72’ Crecco), Mancuso, Marras (83’ Del Sole). In panchina: Kastrati, Farelli, Scognamiglio, Elizalde, Perrotta, Ciofani, Palazzi, Kanoutè, Melegoni, Cocco. Allenatore: Giuseppe Pillon.

Lecce (4-3-1-2): Vigorito; Fiamozzi, Venuti, Meccariello, Calderoni; Scavone (57’ Marino), Tabanelli, Petriccione; Mancosu; Palombi (77’ Cosenza), La Mantia (72’ Falco). In panchina: Bleve, Riccardi, Di Matteo, Lepore, Torromino, Haye, Dubickas, Tsonev, Armellino, Milli. Allenatore: Fabio Liverani

Reti: 2’ Mancuso, 21’ Gravillon, 47’ Palombi, 67’ Tabanelli, 89’ Del Sole, 95′

Espulsi: Calderoni, Meccariello

Ammoniti: Meccariello, Calderoni, Campagnaro, Machin, Balzano

Arbitro: Aleandro Di Paolo di Avezzano (Rossi-Soricaro/Di Martino)

Big match all’Adriatico: la Monday night serve al Pescara per riprendersi la vetta, attualmente presa dal Palermo, ma deve vincere anche per non farsi prendere proprio dal Lecce. Pillon recupera Antonucci e lo rimette subito in attacco, con Marras e Mancuso. Liverani, forte di Mancosu in regia, si affida ai soliti Palombi e La Mantia per insidiare Gravillon e Campagnaro.

Solo 2 minuti servono al Pescara per dettare legge: Memushaj giganteggia sulla destra, triangolo di tacco con Marras per saltare La Mantia, traversone teso alla perfezione, stacco imperioso di Mancuso in area piccola e incornata che non lascia scampo a Vigorito. 1-0. Tutt’altro che appagata, la squadra di Pillon attacca a testa bassa e a ranghi ordinati, picchiano i salentini su entrambi i fianchi. Il primo rischio corso da Fiorillo arriva al 18’, seppur blando, su un corner che Petriccione devia di testa a un metro dalla porta. Sempre su corner, al 21’, arriva il raddoppio pescarese: manovra e cross dalla bandierna, larga la marcatura di Meccariello su Gravillon che, con una ginocchiata a mezz’aria, la butta dentro al volo. 2-0. A un passo dalla doppietta, 2 minuti dopo, arriva Mancuso, come un treno sullo scarico di Antonucci, ma la manda in curva di prima intenzione: Pescara a tutto gas! Vigorito deve rischiare la mandibola per respingere con i pugni l’ennesimo cross al 31’, anticipando l’ingresso di un folgoreggiante Gravillon. Il Lecce dà segni di vita al 39’: sgroppata di Fiamozzi sulla destra, radente dalla linea di fondo, velo a centro area di Tabanelli su Del Grosso e girata di Palombi che la mette di poco sul fondo. Una crepa che lesiona il dominio pescarese nel primo tempo, infranto del tutto al 2’ di recupero: punizione dai 35 metri per il Lecce, campanile di Petriccione respinto una prima volta dalla mischia, poi Machin non riesce a liberare, La Mantia tira sul flipper, Fiorillo si oppone in tuffo, Palombi si fionda in scivolata e riesce nel tap-in. 2-1. Partita riaperta all’intervallo.

Il pari viene sfiorato al 4’ della ripresa, 2 volte in pochi secondi: inzuccata di La Mantia, traversa, Tabanelli rovescia, Fiorillo rintuzza in corner; battuta dall’angolo e ancora La Mantia di Testa, con Fiorillo che si salva nuovamente con i pugni. La squadra di Liverano inizia a vederla in discesa ma paga i gialli accumulati nel primo tempo alla prima fuga di Marras: falciata di Calderoni, secondo giallo e uomo in meno per un tempo intero. Il tecnico giallorosso ripara con Marino per Scavone, un centrocampista, mantenendo entrambe le punte dentro. E trova la ragione al 67’, dopo un pressing prolungato: Fiamozzi alza la gittata, Tabanelli sormonta Campagnaro e scavalca Fiorillo con un pallonetto di testa. 2-2. Un’impresa, quella leccese, che viene resa ancor più difficile al 76’ da un rosso per secondo giallo, molto facile, comminato dall’arbitro a Meccariello: Lecce in 9 nell’ultimo quarto d’ora. Pillon si butta avanti con Monachello e Del Sole per Machin e Marras, Liverani si copre con Cosenza per Palombi. La carta vincente è quella di Pillon: manovra a ridosso del limite leccese al’89’, controllo e sinistro di Del Sole che taglia in diagonale l’area arroccata di difensori e si insacca a ridosso del secondo palo. 3-2. Cinque di recupero, al primo, Monachello si divora il poker: lancio lunghissimo per lui, il portiere ospite esce dall’area, l’attaccante scivola sulla palla e fallisce l’occasionissima in campo aperto. Non sbaglia affatto Del Sole, lanciato in ripartenza al 95′, solo Falco a contrastarlo sulla sinistra ma non riesce a evitargli la seconda bordata dal limite e segna il 4-2 allo scadere.

Pescara sull’otto volante: vola ad ali spiegate nel primo tempo, precipita nel secondo, persino in superiorità numerica, poi torna sulla vetta della classifica grazie al giovane Del Sole, cambio quasi alla disperata di Pillon. Lo spettacolo del calcio, ma gli applausi dell’Adriatico hanno portato la maschera dei fischi per 40 minuti.

 

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