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Chieti calcio fuori dai play off per strani risultati: Di Primio scrive al Procuratore Federale

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 4:02

diprimio_chieticalcioChieti. Continuano le polemiche dopo il pareggio dei neroverdi a L’Aquila, risultato che ha estromesso il Chieti dai play off anche per gli strani risultati di altre squadre. Il sindaco Umberto di Primio ha scritto una lettera al Procuratore Federale per segnalare situazioni non troppo chiare sui campi di Prato, dove la squadra locale affrontava il Carpi e a San Marino, dove era di scena la Carrarese. 

Di seguito il testo integrale della lettera inviata dal sindaco di Chieti:

“Egr. Sig. Procuratore Federale, Egr. Sig. Presidente,
mi permetto di inviarLe la presente nella qualità di tifoso della squadra di calcio che porta orgogliosamente il nome della città che mi onoro di rappresentare quale sindaco.Ritengo sia giusto sottoporre alla Vostra attenzione alcuni episodi che hanno caratterizzato l’ultima giornata di campionato di “Lega Pro” II Divisione Girone B, episodi dei quali già sarete a conoscenza in quanto i Vs. collaboratori ed ispettori li avranno già sottoposti alle Vs. attenzione in quanto evidenti e clamorosi. Almeno spero sia così.Ad ogni buon conto, come un perfetto romanzo giallo, con un finale all’insegna del “thrilling”, il calendario riservava all’ultima giornata una serie di scontri diretti ed “incroci” fra le prime sei in classifica, tutte con lo stesso obiettivo da raggiungere i play-off. Infatti la classifica vedeva nell’ordine: Prato – Carpi, San Marino – Carrarese e L’Aquila – Chieti.La prima discrasia del sistema, se mi posso permettere, è giunta nella giornata di giovedì u.s. laddove il TNAS annullava la penalizzazione inflitta al Carpi e riconsegnava allo stesso, il punto che ben due gradi della giustizia sportiva Federale, gli avevano tolto.Non voglio entrare nel merito della pronuncia, ma sottolineo ed evidenzio due elementi sui quali potrete sicuramente trarre riflessioni e giudizi molto più qualificati ed approfonditi del mio: in primis l’intempestività evidente e clamorosa della pronuncia; in secundis la creazione di un precedente pericoloso al quale le Società di lega “Pro” potrebbero con molta probabilità ricorrere il prossimo anno per aggirare, eventualmente, le rigide e giuste scadenze fissate in ambito Federale.Secondo il sommesso parere di chi scrive, il tribunale Arbitrale avrebbe potuto, anzi dovuto, pronunciarsi dopo la disputa dell’ultima gara di campionato, permettendo così un regolare svolgimento della stessa (quale purtroppo non ritengo sia stato).Ma veniamo ai fatti i quali, mi auguro, Vi verranno segnalati sicuramente dai Vs. Commissari di Campo ed Ispettori della Procura Federale: San Marino – Carrarese: per analizzare seriamente gli episodi di questa partita è più che sufficiente vedere le immagini ed ascoltare le parole usate dall’inviato della TV Sammarinese il quale, nel montare il suo servizio e, pertanto, lucidamente ed obiettivamente, con termini di estrema chiarezza e disarmante sincerità, definisce la gara e gli episodi che hanno caratterizzato la stessa (pertanto mi permetto di inviarvi il link delle immagini e del servizio: http://www.sanmarinortv.sm/sport/default.asp?id=34&id_n=57746). “Uomini di calcio”, come mi permetto di definirVi, non possono restare indifferenti dinanzi a simili comportamenti. Una partita che vede la Carrarese sul risultato di vantaggio per due reti a zero, in undici contro dieci, a 12 minuti dalla fine, beh, ritengo che ogni altra mia parola sia più che superflua, le immagini le quali, spero, avrete la compiacenza di guardare, sono evidenti e chiare.Prato – Carpi: quello che è successo nella città toscana è ancora più evidente e, purtroppo, clamoroso. Anche qui le cronache (locali, non teatine) narrano di partita mai iniziata la quale è terminata nel peggiore dei modi; verso la fine del secondo tempo un calciatore del Prato si accascia a terra; entra nel terreno di gioco persino l’ambulanza e, di conseguenza, vengono portati “i soccorsi” al malcapitato. Risultato: la gara viene temporaneamente sospesa ed interrotta per 6 o 7 minuti, mentre sugli altri campi le partite, oramai agli sgoccioli, inspiegabilmente, continuavano a disputarsi “regolarmente”.  Tutto questo è assolutamente inspiegabile in quanto, lo si rammenta e sottolinea con forza, i Commissari di campo inviati a “sorvegliare” su tutte queste partite, prima dell’inizio delle stesse, avevano correttamente avvertito le Società che qualsiasi tentativo posto in essere al fine di ritardare l’inizio della gara e/o qualsiasi interruzione della stessa la quale avrebbe comportato un ritardo considerevole per l’andamento della gara, avrebbe obbligato i Commissari stessi a comunicarlo ai rispettivi colleghi sugli altri campi i quali, correttamente secondo regolamento e buon senso, avrebbero avvisato i direttori delle gare coinvolte che avrebbero interrotto le altre partite. Ebbene ciò non si è assolutamente verificato. Anzi, alla ripresa del gioco, guarda caso, a partite finite (L’Aquila-Chieti e San Marino- Carrarese) e, pertanto, a risultati già acquisiti, il Prato segnava persino un gol al Carpi, si portava in terza posizione (molto favorevole in vista degli oramai già raggiunti “play off”) ed il Carpi festeggiava lo stesso la vittoria del campionato (la partita della Carrarese, lo ricordo, era già finita da tempo).Queste considerazioni che provengono da un appassionato di sport e di calcio in particolare da Sindaco e da chi conosce gli sforzi fatti dalla Società per portare avanti il campionato di Lega Pro, spero non vi lasceranno indifferenti.Il mondo della Lega “Pro” ha risentito più di altre realtà i “morsi” della crisi: classifiche disegnate dagli organi della giustizia sportiva, fallimenti in corso d’opera, tutto questo non può non far riflettere. In un momento del genere sono le risorse umane ed i valori ed i principi etici che possono aiutarci ad affrontare questa crisi globale, valori che il calcio deve assolutamente recuperare: Mi permetto di affermare ciò in quanto la Lega “Pro”, da sempre, porta avanti apprezzabili “battaglie” sociali e, oserei dire, culturali nel mondo del calcio. Ma non può non far riflettere, a contrariis, che i Presidenti delle Società, al fine di mantenere e/o conquistare questa ambita categoria, fanno sacrifici economici immensi. L’esempio del Presidente della Chiesti Calcio, Walter Bellia, è sintomatico. Un appassionato di calcio che da solo, con sacrificio e passione, ha riportato la squadra nel calcio che conta. Dopo la partita di ieri, o meglio, dopo le partite di ieri, confidenzialmente, mi poneva una domanda alla quale, purtroppo, non ho potuto dare una risposta: “ Sindaco, Lei che dice, dopo questi episodi, vale la pena che uno continui a fare sacrifici, a togliere denaro alle proprie aziende, alla  propria  famiglia per metterli nel calcio, con fiducia, onestà e passione?”.Spero che Voi, nella Vostra qualità e professionalità abbiate una risposta da dare al mio Presidente e alla mia città”.

 


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